Dott. Caglieri Simone

Consulente aziendale, esperto in controllo di gestione

Rassegna stampa

Rassegna stampa

LA GERMANIA APRE SUI PRESTITI DI MES E BEI PER L'ITALIA

Posted on 1 April, 2020 at 9:55

Nei lavori preparatori dell’Eurogruppo del 7 aprile prossimo, una apertura della Germania, capofila dei Paesi del Nord «frugali» nelle spese per l’Europa, accelera il possibile accordo sul piano di interventi Ue per aiutare l’Italia e gli altri Stati membri più colpiti dalla pandemia di coronavirus.

Il pacchetto, mediato dal presidente portoghese dell’Eurogruppo Mario Centeno, è incentrato sul ricorso rapido e «flessibile» ai prestiti del Fondo salva Stati della zona euro (Mes) e della banca comunitaria Bei, per sviluppare poi anche una assicurazione anti-disoccupazione e altre misure di bilancio comuni per il rilancio della crescita.

Prestiti Ue senza condizioni «stringenti»

Secondo varie fonti, la Germania accetterebbe le richieste dei Paesi del Sud di prestiti Ue senza le condizioni stringenti imposte in passato alla Grecia. Mes e Bei - per finanziarsi - già emettono titoli garantiti dai Paesi membri e ci sarebbe da accordarsi nell’Eurogruppo, quindi, solo sui maggiori importi e sulla tempistica dei rimborsi.

Il no ai coronabond

L’apertura tedesca punterebbe però a far ritirare – almeno in questa fase – la richiesta di Italia, Spagna, Francia e vari altri Paesi di introdurre i Coronabond come nuova forma di condivisione del debito. Il governo olandese, già criticato anche dalla banca centrale nazionale per la sua linea di eccessiva «anti-solidarietà» con i Paesi del Sud, in genere segue sempre Berlino, insieme agli alleati austriaci e finlandesi. Dopo il forte scontro nell’ultimo summit Ue dei 27 capi di Stato e di governo, che aveva rinviato all’Eurogruppo per elaborare «entro due settimane» delle proposte di compromesso, la cancelliera tedesca Angela Merkel aveva anticipato che il suo Paese preferiva il ricorso «al Mes» e agli strumenti esistenti, rispetto ai Coronabond. Centeno aveva poi confermato in accelerazione «il lavoro iniziato su un possibile utilizzo» del Mes e della Bei per gli aiuti all’Italia e agli altri Paesi più colpiti, promettendo «proposte per rafforzare le misure Ue di risposta al Covid-19» e, in aggiunta agli strumenti esistenti, anche «altre soluzioni innovative» e «politiche per sostenere la ripresa».

Un trilione di euro in gioco

Nelle aspettative di alcuni governi si dovrebbe arrivare almeno oltre un trilione di euro (mille miliardi). Secondo quanto è trapelato da varie capitali, il Mes, che può disporre di 410 miliardi, potrebbe arrivare ad almeno 700 miliardi, elevando i prestiti oltre il limite attuale del 2% del Pil nazionale (circa 36 miliardi per l’Italia), con estensione dei rimborsi a 30/50 anni, senza eccessive condizioni. Anche le erogazioni della banca Bei potrebbero salire dagli attuali 20 miliardi ad oltre 200.

L’assicurazione Ue per chi perde il lavoro

Si aggiungerebbe una assicurazione Ue per chi perde il lavoro con un centinaio di miliardi a disposizione. I fondi Ue anti-crisi gestiti dalla Commissione europea verrebbero incrementati. La presidente della Commissione Ue, Ursula von Der Leyen, ha anticipato che proporrà questa settimana un programma per sostenere l’occupazione in Italia, Spagna e negli altri Paesi colpiti dalla crisi del coronavirus, denominato «Sure» («sicuro» in inglese). Von der Leyen ha spiegato che sarà «un nuovo strumento per sostenere il lavoro a orario ridotto».

Un «Piano Marshall» con massicci stimoli all’economia è stato proposto dal presidente del Consiglio europeo, il belga Charles Michel, con l’appoggio dei Paesi del Sud e di una maggioranza trasversale nell’Europarlamento. Le banche otterrebbero il rinvio dei più stringenti nuovi requisiti di capitale, in modo da poter incrementare il credito alle imprese e alle famiglie. Una ulteriore spinta dovrebbe arrivare nella definizione del bilancio Ue 2021-2027. Tutto questo si aggiungerebbe alla maxi liquidità già varata dalla Bce. Ora, per procedere, serve sempre l’accordo di tutti i Paesi sulle proposte, prima nell’Eurogruppo (allargato anche agli otto ministri non euro) e poi nel Consiglio dei 27 capi di Stato e di governo.


FONTE: CORRIERE DELLA SERA



Categories: Tutte le notizie, Economia e imprese


Comments are disabled.