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ENERGIA, BOLLETTE PIÙ CARE IN ITALIA GIÀ PRIMA DELLA CRISI

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  • Mar 15
  • 1 min read

Il problema del caro energia in Italia non nasce con la guerra ma ha radici precedenti. A sottolinearlo è il Censis, che parla di “sonnambulismo degli italiani”: la tendenza a riconoscere un problema senza affrontarlo finché non diventa emergenza.

I dati di Eurostat relativi al 2024 mostrano infatti che il costo dell’energia elettrica nel Paese era già più elevato rispetto alla media europea. Le famiglie italiane pagavano circa 0,36 euro per kWh, il 5% in più rispetto alla media dell’eurozona, il 26% in più della Spagna e l’8% in più della Francia.

La situazione non è diversa per le imprese. Una PMI industriale pagava circa 0,22 euro per kWh al netto dell’Iva, cioè il 10% in più rispetto alla media dell’eurozona, il 22% in più rispetto alla Francia e addirittura il 56,9% in più rispetto alla Spagna.

Una delle ragioni principali è la forte dipendenza energetica: circa metà dell’elettricità prodotta in Italia deriva dal gas, che il Paese importa quasi completamente. Ma il confronto internazionale evidenzia anche il peso degli oneri generali di sistema, che incidono in modo significativo sul prezzo finale.

Nel complesso questi oneri superano gli 11 miliardi di euro l’anno. Per una PMI industriale rappresentano circa il 30,1% del prezzo finale dell’elettricità, contro una media del 16,3% nell’eurozona. Una quota rilevante finanzia gli incentivi alle energie rinnovabili, in particolare quelli pluriennali al fotovoltaico.

Secondo l’analisi, nonostante questi contributi consistenti, lo sviluppo delle rinnovabili non ha ridotto in modo significativo la dipendenza italiana dalle importazioni di materie prime energetiche. Di conseguenza, con le nuove tensioni internazionali, il rischio è che il costo delle bollette aumenti ulteriormente.


FONTE: ITALIAOGGI



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