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RIPARARE L'AUTOVETTURA SARA' PIU' COSTOSO

Si prospetta un 2023 difficile per chi dovrà riparare il proprio veicolo a causa dell'aumento dei costi delle materie prime e le difficoltà di reperimento delle stesse, come rimarcato da parte di Federcarrozzieri.

Nello specifico il Centro studi di Federcarrozzieri ha preso in esame gli interventi di manutenzione più frequenti e comuni: un intervento di riparazione sul paraurti posteriore di una piccola utilitaria ammaccato a seguito di tamponamento peserà il 14,7% in più rispetto ai primi mesi del 2022: è previsto un costo medio di 1950 euro (a fronte dei 1700 di inizio anno). La sostituzione di un parabrezza danneggiato passerà dagli attuali 1120 euro ai previsti 1300 (con un'impennata del 16%). Intervenire sulle portiere di un Suv in carrozzeria significherà non più spendere 9700 euro come a inizio 2022, ma addirittura 11200 euro (+ 15,4%).

In aggiunta si allungheranno i tempi di attesa a causa delle difficoltà di approvvigionamento di materiali e ricambi auto di vario genere. La raccomandazione di Federcarrozzieri è quella di evitare carrozzieri improvvisati e sprovvisti delle necessarie autorizzazioni, grazie anche alle linee guida per la riparazione dei veicoli a regola d'arte (art. 1 comma 10 Legge Concorrenza n. 124 del 2017) che forniscono ai consumatori uno strumento per comprendere e valutare la qualità della riparazione anche rispetto ai metodi di lavorazione e ai materiali utilizzati. Secondo tali disposizioni, fin dal preventivo al cliente vanno fornite dettagliate informazioni sui pezzi da sostituire identificando ogni ricambio con il suo specifico codice. "Il che permette al consumatore di sapere esattamente che ricambio verrà montato, il suo prezzo e la sua specifica tipologia", aggiunge il presidente Galli di Federcarrozzieri."Inoltre il preventivo dovrà contenere il numero di ore di manodopera, la tariffa di manodopera, il costo dei materiali vernicianti, dei materiali di consumo e ai fini ambientali, la voce relativa ai costi di smaltimento rifiuti", dichiara in conclusione Galli.


FONTE: IL GIORNALE



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