CARBURANTI: IL TAGLIO DELLE ACCISE NON RIDUCE IL PREZZO DEL GASOLIO, BENZINAI CHIEDONO UN TETTO AI PREZZI
Le associazioni dei gestori carburanti Faib Confesercenti e Fegica denunciano che la recente riduzione di 5 centesimi al litro dell’accisa sul gasolio non si è tradotta in un corrispondente calo dei prezzi alla pompa, vanificando, secondo le organizzazioni, l’obiettivo dell’intervento governativo.
La misura, costata circa 40 milioni di euro di risorse pubbliche, avrebbe prodotto benefici limitati per gli automobilisti. Secondo le associazioni, il risparmio fiscale sarebbe stato in larga parte assorbito dai soggetti che determinano i prezzi di vendita, anziché trasferito ai consumatori.
I dati dell’Osservatorio prezzi del MIMIT confermano una sostanziale stabilità delle quotazioni del gasolio: il prezzo medio self-service è passato da 2,258 euro al litro del 26 ottobre a 2,256 euro del 29 ottobre, con una riduzione di appena 0,2 centesimi, nonostante il taglio dell’accisa.
Faib e Fegica chiedono quindi al Governo e al Ministero delle Imprese e del Made in Italy di intervenire attraverso l’introduzione di un vero tetto massimo ai prezzi (price cap), stabilito e regolamentato per legge, per evitare che le riduzioni fiscali vengano assorbite lungo la filiera petrolifera.
Secondo le associazioni, in assenza di regole e controlli efficaci sulla formazione dei prezzi, anche altri interventi pubblici, come i crediti d’imposta destinati ad autotrasportatori, agricoltori, pescatori e tassisti, rischiano di non produrre pienamente i benefici economici attesi.
FONTE: ITALIAOGGI






Comments