

CONCORDATO E SURPLUS: DIVISIONI GIURISPRUDENZIALI SUL CONCETTO DI “PARI GRADO”
La giurisprudenza di merito è divisa sull’interpretazione del concetto di “pari grado” tra classi di creditori ai fini dell’applicazione del principio di non discriminazione nella distribuzione del surplus concordatario. Un primo orientamento, espresso dalla Corte d’Appello di Milano e seguito anche dal Tribunale di Roma, riconosce ai creditori privilegiati degradati un trattamento preferenziale rispetto ai chirografari puri. Questa impostazione valorizza l’idea di un “privil
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4 days ago1 min read


CONCORDATO SEMPLIFICATO: NON BASTA LA RAPIDITÀ, SERVE UN’UTILITÀ CONCRETA PER I CREDITORI
Con la sentenza n. 624 del 12 gennaio, la Corte di cassazione ha chiarito un principio decisivo in materia di concordato semplificato: l’“utilità” richiesta dal Codice della crisi d’impresa non può consistere nella sola chiusura rapida della crisi aziendale. Secondo i giudici, la prospettiva di risolvere la crisi in tempi brevi non rappresenta di per sé un vantaggio per i creditori, soprattutto per quelli chirografari, se la proposta non prevede alcuna forma di soddisfazione,
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Jan 141 min read


CONCORDATO SEMPLIFICATO: LA CASSAZIONE NE DEFINISCE I LIMITI
La Corte di cassazione, con tre decisioni depositate di recente, ha chiarito in modo netto i confini applicativi del concordato semplificato, richiamandone la funzione sostanziale e non meramente procedurale. Secondo i giudici, la proposta deve garantire ai creditori un’utilità concreta e apprezzabile: non è sufficiente, quindi, fare affidamento su elementi solo formali, come la rinuncia a posizioni di privilegio, se questa non comporta un reale incremento dell’attivo disponi
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Jan 131 min read


OMESSI VERSAMENTI E BANCAROTTA: LA CRISI DI LIQUIDITÀ NON ESCLUDE LA RESPONSABILITÀ PENALE
La Corte di cassazione, con la sentenza n. 40144 del 15 dicembre 2025, ha chiarito che la crisi di liquidità dell’impresa non giustifica l’omesso versamento di imposte e contributi quando tali omissioni siano deliberate, sistematiche e protratte nel tempo. Secondo la Corte, l’accumulo di debiti erariali può concorrere in modo causale al dissesto dell’impresa e assumere rilevanza penale ai fini della bancarotta impropria. Quest’ultima, infatti, punisce non solo operazioni atti
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Jan 131 min read


CONCORDATO SEMPLIFICATO: SENZA CONFRONTO REALE NON C’È BUONA FEDE
L’articolo 25-sexies del Codice della crisi d’impresa consente all’imprenditore di ricorrere al concordato semplificato come soluzione residuale, qualora la composizione negoziata non abbia avuto esito positivo, a condizione che le trattative si siano svolte secondo correttezza e buona fede. Un recente decreto del Tribunale di Bologna ha chiarito in modo rigoroso cosa debba intendersi per buona fede. Secondo i giudici, non è sufficiente l’assenza di dolo o di comportamenti sc
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Jan 61 min read


IL RUOLO CENTRALE DEL PM NELLA LIQUIDAZIONE GIUDIZIALE SECONDO LA CASSAZIONE
La Corte di cassazione, con la sentenza n. 31368 del 4 dicembre, ha chiarito in modo netto l’ampiezza dei poteri del pubblico ministero nell’ambito della liquidazione giudiziale prevista dal Codice della crisi d’impresa (Dlgs 14/2019). Il Pm può proporre ricorso per l’apertura della liquidazione giudiziale senza limiti specifici, ogni volta che venga a conoscenza dell’esistenza di uno stato di insolvenza, come stabilito dall’art. 38 del Codice. Secondo la Suprema Corte, il Pm
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Jan 11 min read


LIQUIDAZIONE CONTROLLATA: CRITERI PER DETERMINARE LA QUOTA DI REDDITO ESCLUSA E LIMITI AGLI OBBLIGHI DEL LIQUIDATORE
Il Tribunale di Torino (sentenza 3 novembre 2025 n. 417) ha chiarito come vada determinata, nell’ambito della liquidazione controllata, la quota di reddito del debitore necessaria al mantenimento del nucleo familiare e quindi esclusa dalla procedura, secondo quanto previsto dall’art. 268, comma 4, lett. b) del DLgs. 14/2019. Rientrano tra le somme escluse non solo le spese essenziali per il sostentamento del nucleo familiare, ma anche i costi di produzione del reddito, in par
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Dec 3, 20251 min read


PUBBLICITÀ DEL PIANO ATTESTATO E LIMITI ALL’APPLICAZIONE DELL’ART. 120-BIS
Il regime di pubblicità del piano attestato di risanamento è regolato dall’art. 56, comma 4, del Codice della crisi, che attribuisce al debitore una semplice facoltà — e non un obbligo — di iscrivere nel Registro delle imprese il piano, l’attestazione e gli accordi con le parti interessate. Diversamente, l’art. 120-bis, comma 1, del Codice disciplina l’accesso agli strumenti di regolazione della crisi e dell’insolvenza, imponendo decisioni formalizzate con verbale notarile e
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Dec 2, 20251 min read


RESPONSABILITÀ NEL CONCORDATO FALLIMENTARE E PRECLUSIONI SULLO STATO PASSIVO
La Corte di Cassazione, con la sentenza 1° luglio 2024 n. 18082, ha chiarito che i creditori non ancora insinuati al momento della presentazione della proposta di concordato fallimentare — ma comunque legittimati ad agire ai sensi dell’art. 101 del R.D. 267/1942 — possono subire un pregiudizio quando l’omologazione limita la responsabilità del terzo proponente. In questi casi, tali creditori potranno rivalersi solo sul debitore, che resta obbligato per l’intero importo origin
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Dec 1, 20251 min read


LIQUIDAZIONE GIUDIZIALE: LA SCELTA DEGLI AMMINISTRATORI NON VA NOTARIZZATA
Con l’ordinanza n. 30903 del 25 novembre 2025, la Corte di Cassazione chiarisce che la decisione degli amministratori di una società di capitali di presentare domanda di apertura della liquidazione giudiziale non rientra tra gli atti soggetti alle formalità previste dall’art. 120-bis del Codice della crisi d’impresa. Ciò significa che tale decisione: non richiede un verbale notarile, non deve essere depositata né iscritta nel Registro delle imprese, non deve essere comunicata
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Nov 27, 20251 min read


RESPONSABILITÀ DEGLI ADVISOR NEI RISANAMENTI FALLITI: IL TRIBUNALE ESCLUDE COLPE
Non tutti i tentativi di risanamento aziendale si concludono con successo e, quando sfociano in liquidazioni giudiziali, spesso scatta una sorta di “caccia al colpevole”. In questi casi gli advisor che hanno seguito la ristrutturazione rischiano di diventare il bersaglio, accusati di errori imputabili però alla gestione precedente al loro intervento. Un caso recente del Tribunale di Busto Arsizio chiarisce questo punto: è stata respinta la richiesta di risarcimento avanzata d
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Nov 25, 20251 min read


L’ACCORDO DI RISTRUTTURAZIONE DIVENTA L’ESITO NATURALE DELLA COMPOSIZIONE NEGOZIATA
L’accordo di ristrutturazione dei debiti rappresenta, di fatto, la destinazione più naturale e coerente del percorso avviato con la composizione negoziata, lo strumento introdotto per aiutare le imprese in difficoltà a dialogare con i creditori e a prevenire l’insolvenza. La composizione negoziata svolge una doppia funzione: permette, grazie alla guida dell’esperto, una sorta di “super trattativa” volta a costruire un accordo privato capace di correggere squilibri economici e
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Nov 24, 20251 min read


SOVRAINDEBITAMENTO: IL CREDITORE PRIVILEGIATO HA DIRITTO AL PAGAMENTO ANCHE SULLA QUOTA RESIDUA
Con la sentenza Cass. 11 aprile 2025 n. 9549, la Corte di Cassazione ha chiarito un principio importante in materia di piano del consumatore previsto dalla Legge 3/2012 sul sovraindebitamento. Quando il creditore privilegiato riceve un pagamento parziale, limitato alla capienza del valore del bene su cui grava il privilegio (come permette l’art. 7, comma 1), egli resta creditore per la parte non soddisfatta. Questa parte residua perde il privilegio e viene collocata come cred
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Nov 19, 20251 min read


LIQUIDAZIONE DEL PATRIMONIO NELLA SOVRAINDEBITAZIONE: LA CASSAZIONE ESTENDE IL RITO CAMERALE
Con la sentenza Cass. 12 novembre 2025, n. 29918, la Corte di cassazione ha chiarito che, nelle procedure di liquidazione del patrimonio del sovraindebitato previste dalla Legge 3/2012, si applica il rito camerale disciplinato dagli artt. 737 e seguenti c.p.c. non solo alla fase di apertura della procedura e alla formazione del passivo, ma anche alla fase di liquidazione regolata dall’art. 14-novies. Secondo la Corte, durante la liquidazione le parti devono utilizzare il recl
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Nov 16, 20251 min read


AMMISSIONE AL PASSIVO: BASTA L’ESTRATTO DI RUOLO PER L’AGENTE DELLA RISCOSSIONE
Il Tribunale di Milano, con decisione del 24 aprile 2025, ha confermato che, ai fini dell’ammissione al passivo nella liquidazione giudiziale, l’agente della riscossione può assolvere l’onere probatorio mediante la sola produzione degli estratti di ruolo. La posizione è in linea con la giurisprudenza della Cassazione a Sezioni Unite (sent. 33408/2021), secondo cui, per verificare il diritto al concorso del credito tributario o previdenziale, è irrilevante che l’avviso di acce
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Nov 12, 20251 min read


BANCAROTTA FRAUDOLENTA DOCUMENTALE: LA CASSAZIONE ESCLUDE LA COLPA AUTOMATICA DELL’AMMINISTRATORE
Con la sentenza n. 36575 del 10 novembre 2025, la Corte di Cassazione ha chiarito che non può essere condannato per bancarotta fraudolenta documentale l’amministratore di una società fallita solo perché “non poteva non sapere” delle irregolarità contabili, principio che la Corte definisce estraneo all’ordinamento penale. Il dolo del reato non può infatti essere desunto automaticamente dalla semplice assenza o irregolarità delle scritture contabili, né dalla sola posizione for
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Nov 11, 20251 min read


BANCAROTTA FRAUDOLENTA PER DISTRUZIONE: RESPONSABILE L’AMMINISTRATORE CHE USA GLI IMMOBILI PER FINI PRIVATI
Con la sentenza n. 30215 del 3 settembre 2025, la Corte di Cassazione ha stabilito che commette bancarotta fraudolenta patrimoniale per distrazione (artt. 216, comma 1, n. 1, e 223, comma 1, del R.D. 267/1942) l’amministratore di una società immobiliare fallita che utilizza gli immobili sociali per finalità estranee all’interesse dell’impresa. La Corte ha ricordato che i canoni di locazione costituiscono frutti civili ai sensi dell’art. 820, comma 3, c.c., maturando giorno p
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Nov 10, 20251 min read


CRISI D’IMPRESA: IL TRIBUNALE DI PADOVA APRE ALLA PROROGA DELLA PROTEZIONE OLTRE I 12 MESI
Con una decisione destinata a fare scuola, il Tribunale di Padova, nella sentenza del 12 settembre 2025, ha stabilito che la protezione dalle azioni esecutive individuali dei creditori può protrarsi oltre il limite ordinario di dodici mesi, qualora il piano di risanamento dell’impresa presenti concrete possibilità di successo. Il caso riguardava un debitore in procinto di definire un accordo di ristrutturazione del debito. Il Tribunale ha concesso 120 giorni aggiuntivi di tut
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Nov 3, 20251 min read


CREDITORI E IMPUGNAZIONI NELLA LIQUIDAZIONE GIUDIZIALE: LA CASSAZIONE CHIARISCE I LIMITI DELL’INTERVENTO
L’art. 207 del Codice della crisi d’impresa e dell’insolvenza (DLgs. 14/2019) disciplina le impugnazioni contro il decreto di esecutività dello stato passivo nelle procedure di liquidazione giudiziale. Il comma 9 stabilisce che l’intervento di qualunque interessato nel giudizio non può avvenire oltre il termine previsto per la costituzione delle parti resistenti. Con la sentenza n. 26630 del 3 ottobre 2025, la Corte di Cassazione ha precisato che il creditore già ammesso allo
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Oct 26, 20251 min read


CODICE DELLA CRISI: POSSIBILE LA CONSECUZIONE TRA COMPOSIZIONE NEGOZIATA E LIQUIDAZIONE GIUDIZIALE
Con l’entrata in vigore del Codice della crisi d’impresa e dell’insolvenza (DLgs. 14/2019), la disciplina della consecutio tra procedure ha assunto un ambito applicativo più ampio. In particolare, l’art. 170, comma 2, stabilisce che, quando all’accesso a uno strumento di regolazione della crisi o dell’insolvenza segue l’apertura della liquidazione giudiziale, i termini di retrodatazione per le azioni revocatorie decorrono dalla data di pubblicazione della prima domanda di acc
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Oct 16, 20251 min read


