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CONCORDATO SEMPLIFICATO: NON BASTA LA RAPIDITÀ, SERVE UN’UTILITÀ CONCRETA PER I CREDITORI

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  • Jan 14
  • 1 min read

Con la sentenza n. 624 del 12 gennaio, la Corte di cassazione ha chiarito un principio decisivo in materia di concordato semplificato: l’“utilità” richiesta dal Codice della crisi d’impresa non può consistere nella sola chiusura rapida della crisi aziendale.

Secondo i giudici, la prospettiva di risolvere la crisi in tempi brevi non rappresenta di per sé un vantaggio per i creditori, soprattutto per quelli chirografari, se la proposta non prevede alcuna forma di soddisfazione, neppure non strettamente economica. L’utilità, pur non dovendo essere necessariamente monetizzabile, deve comunque tradursi in un beneficio concreto e specifico per ciascun creditore.

Alla luce di questo principio, la Cassazione ha confermato il rigetto definitivo dell’omologazione della proposta di concordato semplificato presentata ai sensi dell’art. 25-sexies, comma 5, del Decreto legislativo 14/2019. La decisione rafforza l’idea che il concordato semplificato resti uno strumento eccezionale, utilizzabile solo quando offre reali utilità ai creditori e non come mera scorciatoia procedurale per uscire rapidamente dalla crisi.


FONTE: ITALIAOGGI



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