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COMPOSIZIONE NEGOZIATA, STOP AI PIANI LIQUIDATORI SENZA CONTINUITÀ AZIENDALE

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  • Feb 17
  • 1 min read

La giurisprudenza di merito si sta consolidando nel senso di escludere l’ammissibilità della composizione negoziata quando il piano presentato abbia natura liquidatoria sin dall’origine. L’orientamento prevalente richiede, già nella fase di accesso allo strumento, una prospettiva concreta di prosecuzione dell’attività d’impresa, coerente con la finalità di risanamento prevista dalla normativa.

Una corrente minoritaria ammette invece l’utilizzo della composizione negoziata anche per finalità esclusivamente liquidatorie. Tuttavia, la linea oggi dominante – sostenuta anche dal Tribunale di Verona – consente la liquidazione solo quando la prospettiva di continuità, inizialmente perseguita, venga meno in un momento successivo, aprendo eventualmente la strada al concordato semplificato.

Questo orientamento è stato ribadito anche dal Tribunale di Bologna e dal Tribunale di Milano. In particolare, per i giudici milanesi la composizione negoziata deve fondarsi su una continuità sostanziale, supportata da un reale piano industriale e da flussi prospettici sostenibili. Non è quindi ammesso il ricorso allo strumento per operazioni meramente liquidatorie o per la semplice vendita di beni finalizzata a sospendere o bloccare le azioni dei creditori, poiché ciò snaturerebbe la funzione primaria di risanamento dell’istituto.


FONTE: IL SOLE 24 ORE



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