CONCORDATO SEMPLIFICATO: LA CASSAZIONE NE DEFINISCE I LIMITI
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La Corte di cassazione, con tre decisioni depositate di recente, ha chiarito in modo netto i confini applicativi del concordato semplificato, richiamandone la funzione sostanziale e non meramente procedurale.
Secondo i giudici, la proposta deve garantire ai creditori un’utilità concreta e apprezzabile: non è sufficiente, quindi, fare affidamento su elementi solo formali, come la rinuncia a posizioni di privilegio, se questa non comporta un reale incremento dell’attivo disponibile. Inoltre, l’utilità del concordato non può consistere esclusivamente nella rapida chiusura della crisi, poiché la procedura non è pensata come uno strumento di mera accelerazione liquidatoria.
La Cassazione ha inoltre precisato che il controllo del tribunale sull’ammissibilità della proposta non si limita al contenuto del piano, ma si estende anche alla verifica dei presupposti originari di accesso alla composizione negoziata. Ne deriva un rafforzamento del vaglio giudiziale, volto a prevenire usi distorti del concordato semplificato e a tutelare in modo effettivo la posizione dei creditori.
FONTE: IL SOLE 24 ORE






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