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CRISI ENERGETICA GLOBALE: GUERRA IN MEDIO ORIENTE TRA RINCARI, RISCHI DI CARENZA E IMPATTI SULL’ECONOMIA

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  • 8 hours ago
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La crisi energetica legata alla guerra in Medio Oriente potrebbe avere effetti ben più gravi del semplice aumento dei prezzi. A lanciare l’allarme è Ali bin Ahmed al Kuwari, ministro delle Finanze del Qatar, secondo cui il problema potrebbe presto riguardare la disponibilità stessa di energia, non solo il costo. Un’eventuale chiusura dello Stretto di Hormuz rischierebbe infatti di provocare uno shock energetico globale, con conseguenze a catena anche sulla sicurezza alimentare, a causa della riduzione dell’export di fertilizzanti.

Secondo Banca d'Italia, nello scenario migliore l’economia italiana continuerebbe a crescere moderatamente (+0,5% nel 2026-2027), ma in caso di conflitto prolungato la crescita potrebbe ridursi sensibilmente e l’inflazione aumentare fino al 4,5% nel 2026. Gli effetti dei rincari energetici, già visibili nei carburanti, si rifletteranno nei prossimi mesi anche su elettricità e gas.

L’allarme è condiviso anche dall’Agenzia internazionale dell’energia, che segnala possibili carenze di carburante per aerei in Europa entro poche settimane, evidenziando la forte dipendenza dalle forniture mediorientali.

Sul fronte industriale, la situazione pesa già sull’Italia: la produzione ha mostrato segnali di calo nel primo trimestre, mentre l’aumento dei costi energetici e l’incertezza geopolitica stanno frenando investimenti e prospettive di crescita, soprattutto nei settori ad alta intensità energetica. Nonostante ciò, una parte significativa delle imprese mantiene ancora piani di espansione per il 2026, anche se cresce la preoccupazione legata all’andamento dei prezzi del petrolio e dei costi di produzione.


FONTE: ITALIAOGGI



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