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DALLA DIPENDENZA DAL GAS A QUELLA DALLE MATERIE PRIME CRITICHE: IL RISCHIO UE

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  • Jan 27
  • 1 min read

L’Unione europea rischia di sostituire una dipendenza energetica con un’altra, passando dal gas naturale alle materie prime critiche necessarie per la transizione green. È quanto emerge dal Med & Italian Energy Report 2025 di Srm (Intesa Sanpaolo) ed ESL@Energy Center del Politecnico di Torino.

Se oggi il 50% delle importazioni di gas dell’Ue proviene da Norvegia, Stati Uniti e Algeria, la decarbonizzazione sposta il baricentro delle dipendenze verso Cina e pochi altri grandi produttori globali di minerali strategici. L’espansione di rinnovabili, veicoli elettrici e reti elettriche farà crescere la domanda di materie prime critiche fino a sei volte i livelli del 2022, mentre l’Europa e il bacino mediterraneo restano quasi privi di riserve, capacità estrattiva e raffinazione.

Minerali come litio, nichel, cobalto, grafite, rame e terre rare sono ormai essenziali, ma il mercato è fortemente concentrato: la Cina domina con quote quasi monopolistiche su molte filiere (fino al 71% delle terre rare), mentre altri Paesi chiave controllano risorse specifiche, come il cobalto nella Repubblica Democratica del Congo o il niobio in Brasile.

Nonostante il Critical Raw Materials Act 2024, che fissa obiettivi non vincolanti su estrazione, lavorazione e riciclo interni, la dipendenza non è diminuita. Anzi, nel 2025 Pechino ha dimostrato di poter usare le materie prime come leva geopolitica, limitando le esportazioni e creando tensioni, in particolare nel settore automotive.

Il report avverte che questa situazione rischia di peggiorare la bilancia commerciale europea, già in deficit per oltre 28 miliardi di dollari, e di esporre l’Ue a nuove vulnerabilità strategiche proprio nel momento cruciale della transizione energetica.


FONTE: ITALIAOGGI



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