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PETROLIO, IL G7 AFFIDA ALL’AIE LA VALUTAZIONE SULLE RISERVE STRATEGICHE

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  • 11 hours ago
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Il G7 ha chiesto all’Agenzia internazionale per l’energia di valutare la sicurezza degli approvvigionamenti e le condizioni del mercato petrolifero prima di decidere sull’eventuale utilizzo delle riserve strategiche. Lo ha spiegato il direttore dell’Agenzia, Fatih Birol, precisando che l’obiettivo è chiarire se e in che misura gli stock di emergenza possano essere immessi sul mercato.

Durante il G7 Energia, i Paesi membri hanno chiesto all’AIE di elaborare diversi scenari e aggiornare i dati sulle scorte per valutare le quantità eventualmente liberabili. L’Agenzia ha quindi convocato una riunione straordinaria dei Paesi aderenti per analizzare l’evoluzione dei mercati energetici.

Secondo Birol, i Paesi dell’AIE dispongono attualmente di oltre 1,2 miliardi di barili di riserve petrolifere pubbliche di emergenza, a cui si aggiungono circa 600 milioni di barili detenuti come scorte industriali obbligatorie. Tuttavia, al momento non è stata presa alcuna decisione sull’utilizzo di queste riserve.

Nonostante le tensioni legate al conflitto in Medio Oriente e ai rischi per il traffico marittimo nello Stretto di Hormuz, negli Stati Uniti, in Canada e in Europa non si registrano problemi di approvvigionamento. Lo ha confermato anche il commissario europeo all’Energia Dan Jørgensen, sottolineando però che la situazione può cambiare rapidamente e che resta centrale il tema dei prezzi dell’energia.

In Italia il ministro dell’Ambiente e della Sicurezza energetica Gilberto Pichetto Fratin ha evidenziato che il Paese dispone di riserve consistenti, ma che la questione riguarda soprattutto una gestione solidale delle scorte tra i Paesi più esposti a possibili carenze.

Diversa la situazione per alcuni Paesi asiatici, come il Giappone, fortemente dipendenti dal petrolio che transita dallo Stretto di Hormuz. In questo contesto i Paesi del G7 hanno ribadito l’impegno a utilizzare, se necessario, gli stoccaggi strategici per compensare eventuali carenze di offerta sui mercati internazionali.


FONTE: ITALIAOGGI



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