DAZI, AUTO ELETTRICHE E SEMICONDUTTORI: LA CINA AL CENTRO DELLE NUOVE TENSIONI COMMERCIALI GLOBALI
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- 6 days ago
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La Cina resta al centro delle tensioni commerciali internazionali, tra dazi, terre rare, auto elettriche e semiconduttori. Sul fronte europeo, l’Unione europea dopo aver introdotto nel 2025 dazi fino al 35% sulle auto elettriche cinesi per concorrenza sleale, sta ora monitorando con attenzione anche le importazioni di veicoli ibridi. La Commissione europea non ha ancora adottato misure formali, ma – come spiegato dal portavoce Olof Gill – utilizza strumenti di sorveglianza per controllare costantemente i flussi di importazione di veicoli elettrici e plug-in hybrid.
Il contesto si è ulteriormente complicato con il ritorno dei dazi statunitensi sotto la presidenza Donald Trump, che ha spinto Pechino a rafforzare l’export verso mercati alternativi. I dati del 2025 mostrano infatti un forte aumento del surplus commerciale cinese grazie alle esportazioni dirette soprattutto verso Europa e Africa.
La questione non riguarda solo l’Ue. Il Canada ha annunciato a gennaio un accordo con Pechino: Ottawa ridurrà gradualmente il dazio del 100% sulle auto elettriche cinesi, introducendo però un tetto alle importazioni (49.000 veicoli iniziali, fino a 70.000 in cinque anni). In cambio, la Cina abbasserà drasticamente i dazi sui semi di colza canadesi. Il primo ministro Mark Carney ha presentato l’intesa anche come una strategia per ridurre la dipendenza economica dagli Stati Uniti.
Un altro fronte critico è quello dei semiconduttori, che coinvolge Taiwan. Taipei ha avviato un accordo con gli Stati Uniti per la riduzione dei dazi e la parziale rilocalizzazione della produzione di chip negli Usa, mossa che ha irritato profondamente Pechino. La Cina, per voce del portavoce del ministero degli Esteri Guo Jiakun, ha ribadito la propria opposizione a qualsiasi accordo tra Paesi che intrattengano relazioni diplomatiche con Taiwan.
Dal canto suo, il ministro dell’Economia taiwanese Kung Ming-hsin ha rassicurato che l’intesa non comprometterà il primato tecnologico dell’isola: la gran parte della produzione di semiconduttori avanzati resterà a Taiwan anche nei prossimi decenni.
FONTE: ITALIAOGGI






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