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GUERRA E MERCATI GLOBALI, PROMETEIA LANCIA L’ALLARME: CRESCITA IN FRENATA

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  • Mar 26
  • 2 min read

Le tensioni geopolitiche stanno ridisegnando gli equilibri del commercio mondiale. Alla chiusura quasi totale del mercato russo per effetto dell’embargo si aggiunge ora la contrazione del mercato mediorientale, colpito dalle conseguenze del conflitto con l’Iran. Un contesto che, unito alle minacce di nuovi dazi da parte degli Stati Uniti, alimenta un quadro di forte incertezza.

Nel suo rapporto primaverile, Prometeia evidenzia come l’attacco all’Iran e le tensioni nello Stretto di Hormuz abbiano interrotto la fase di ripresa avviata a inizio 2026, riportando al centro la fragilità strutturale dell’economia globale, fortemente dipendente dalla stabilità delle rotte energetiche.

Le prospettive di crescita mondiale sono in rallentamento, con rischi orientati al ribasso. Gli effetti dello shock energetico si tradurranno nei prossimi mesi in inflazione più elevata, condizioni finanziarie più restrittive e un calo della fiducia.

L’Europa risulta l’area più esposta: la crescita del Pil viene rivista al ribasso da +1,2% a +0,8%. Più stabili invece le previsioni per gli Stati Uniti (+2,1%) e per la Cina (+4,3%).

Per l’Italia, lo scenario si fa più complesso: la crescita è stimata al +0,4% (dal precedente +0,7%), mentre l’inflazione torna a salire verso il 3%. Un mix che riduce il potere d’acquisto delle famiglie e limita la capacità delle imprese di trasferire i maggiori costi sui prezzi finali.

Il quadro è confermato anche dai dati dell’Api Torino, che segnala un calo degli ordini (-9,2%), del fatturato (-10,7%) e della produzione (-14,1%). Un segnale di difficoltà diffusa per il tessuto produttivo, in particolare per le piccole e medie imprese.

Dal mondo industriale arriva un appello a interventi urgenti. Secondo Lucia Aleotti, senza misure rapide e concrete il rischio è quello di un indebolimento strutturale del sistema industriale europeo.

Il 2026 si prospetta dunque come un anno complesso, in cui l’equilibrio tra inflazione, crescita e stabilità geopolitica sarà determinante per le prospettive economiche globali.


FONTE: ITALIAOGGI



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