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LA CRISI ENERGETICA FRENA L'INDUSTRIA DELLE COSTRUZIONI E MANUTENZIONI STRADALI

L’analisi trimestrale dell’Associazione SITEB - Strade ITaliane E Bitume, mostra come la crisi energetica stia frenando l’industria delle costruzioni e manutenzioni stradali. Sulla base delle vendite del bitume registrate nei primi 9 mesi dell’anno in Italia (in calo del 24,1% rispetto all’anno scorso), a fine anno la produzione di conglomerato bituminoso (asfalto) tornerà sotto quota 30 milioni tonnellate di tonnellate (sui valori del 2018-19), quando al contrario era prevedibile una netta crescita dovuta alla messa a terra degli investimenti previsti dal Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza.

La contrazione si deve al caro energia. Le lavorazioni del conglomerato bituminoso si eseguono prevalentemente con tecnologie a caldo per riscaldare ed essiccare le materie prime; si pensi che ad oggi il valore del gas metano ha un’incidenza economica crescente nella produzione del conglomerato bituminoso, passata in pochi mesi da 2-3 euro a tonnellata agli attuali 15-20 euro.

“Gli insostenibili aumenti dei costi delle materie prime e dell’energia stanno frenando l’industria delle costruzioni e manutenzioni stradali che si prepara a chiudere l’anno con un calo di produzione del conglomerato del 20% rispetto al 2021. Chiediamo al nuovo Governo di intervenire con misure urgenti di reale compensazione dei rialzi e con meccanismi effettivi di revisione prezzi che tengano conto anche dei costi energetici. In caso contrario è a rischio la stessa messa in opera di una parte dei lavori previsti dal Pnrr”, denuncia il presidente di Siteb, Michele Turrini.

FONTE: ITALIAOGGI



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