NEGOZI DI PROSSIMITÀ IN CALO, ALLARME DESERTIFICAZIONE COMMERCIALE
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- Mar 15
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La chiusura dei negozi di prossimità continua a crescere in Italia. Secondo i dati di Confcommercio, tra il 2012 e il 2025 hanno cessato l’attività circa 156mila negozi al dettaglio e ambulanti.
Il fenomeno si è intensificato negli ultimi anni: nel 2025 il tasso di crescita delle chiusure ha raggiunto il 3,1%, in aumento rispetto al 2,2% registrato nel 2024.
Il presidente di Confcommercio, Carlo Sangalli, parla da tempo di una vera e propria emergenza, sottolineando che la desertificazione commerciale dei centri urbani comporta «meno servizi e meno sicurezza» per le comunità locali.
Le cause della scomparsa dei piccoli punti vendita sono diverse. In parte si tratta di dinamiche normali di mercato, in cui alcune attività non riescono a sostenersi nel tempo. Tuttavia incidono anche fattori legati alla gestione urbana e alle condizioni in cui operano le imprese.
Interventi prolungati sulla viabilità, lavori pubblici che si protraggono oltre i tempi previsti e altri disservizi possono infatti penalizzare in modo significativo il commercio tradizionale. Il risultato è sempre più frequente: strade con numerosi locali commerciali chiusi e spesso inutilizzati per lunghi periodi.
Per questo, secondo le associazioni di categoria, il tema del riutilizzo degli spazi commerciali vuoti dovrebbe diventare una priorità nelle agende delle amministrazioni locali e degli attori economici. Accettare il fenomeno come una semplice trasformazione del rapporto tra distribuzione e consumatori rischia invece di segnare un progressivo impoverimento del tessuto urbano ed economico.
FONTE: IL GIORNALE






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