OPERE D’ARTE E FISCO: LA PREORDINAZIONE ALLA VENDITA RIVELA L’INTENTO SPECULATIVO
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- Feb 9
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La Cgt di primo grado di Roma, con la sentenza n. 12832/19/2025, ha chiarito che l’“intenzione già programmata di vendere” un’opera d’arte subito dopo l’acquisto (la cosiddetta preordinazione) rappresenta un elemento decisivo per individuare l’intento speculativo ai fini fiscali. Nel caso esaminato, l’Agenzia delle Entrate aveva riqualificato come reddito d’impresa alcune operazioni di compravendita effettuate da un contribuente, erede di una famiglia di collezionisti, contestando il mancato pagamento delle imposte. La difesa sosteneva che le opere provenissero da donazioni ed eredità, ma i giudici hanno affermato che, indipendentemente dall’origine dei beni, ciò che rileva è la finalità dell’operazione: se la vendita è preordinata e sistematica, emerge un’attività connotata da finalità speculative, assimilabile a quella del mercante d’arte e quindi fiscalmente rilevante come reddito d’impresa.
FONTE: IL SOLE 24 ORE






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