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PASQUA, BIGLIETTI AEREI E TRENI ALLE STELLE TRA ALGORITMI E CARO CARBURANTI

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  • Mar 17
  • 2 min read

L’avvicinarsi delle festività pasquali riaccende il fenomeno dei rincari nei trasporti. Tra algoritmi di prezzo che reagiscono all’aumento della domanda e l’effetto dei rincari dei carburanti legati alla guerra in Medio Oriente, i prezzi dei biglietti aerei sulle tratte nazionali tornano a salire rapidamente, seguiti anche da quelli dei treni a lunga percorrenza.

Secondo un monitoraggio diffuso da Assoutenti, anche quest’anno le vacanze di Pasqua saranno accompagnate dal fenomeno del cosiddetto “caro-voli”. L’associazione segnala che i prezzi minimi dei biglietti per spostarsi da nord a sud Italia arrivano già a superare i 400 euro tra andata e ritorno, nonostante manchino ancora circa venti giorni alla festività.

Le rilevazioni effettuate il 12 marzo mostrano tariffe già molto elevate per chi viaggia tra venerdì 3 aprile e martedì 7 aprile. Il costo minimo parte da 418 euro per la tratta Genova–Catania, 343 euro per Milano–Crotone e 324 euro per Roma–Reggio Calabria (308 euro partendo da Milano). Superano i 320 euro anche i voli verso Catania in partenza da Torino, Firenze e Ancona. Tra le tratte più costose figurano inoltre Napoli–Olbia (310 euro), Verona–Catania (297 euro), Milano–Brindisi (296 euro), Milano–Catania (290 euro), Verona–Palermo (282 euro) e Bologna–Reggio Calabria (281 euro).

A questi importi si aggiungono spesso ulteriori costi per servizi accessori, come il bagaglio a mano o la scelta del posto a sedere, che possono far lievitare ulteriormente la spesa finale.

Non va meglio sul fronte ferroviario. Un viaggio di sola andata il 3 aprile su un treno ad alta velocità costa almeno 185 euro con Italo per la tratta Torino–Reggio Calabria e 175 euro partendo da Milano. Con Trenitalia servono invece circa 120 euro per Milano–Lecce, 116 euro per Torino–Bari, 96 euro per Venezia–Lecce e 92 euro per Genova–Salerno.

«Si tratta di tariffe destinate a salire ulteriormente nei prossimi giorni per effetto della maggiore domanda da parte dei cittadini che vogliono tornare a casa durante le feste», spiega il presidente di Assoutenti Gabriele Melluso. Secondo Melluso, oltre alla dinamica stagionale della domanda pesa anche il contesto internazionale: i rincari dei carburanti e le perdite registrate dalle compagnie aeree a causa della chiusura di alcuni spazi aerei potrebbero presto essere trasferiti sulle tariffe applicate ai passeggeri.

Già nei giorni successivi allo scoppio della guerra in Iran, molte compagnie aeree hanno annunciato aumenti compresi tra il 10% e il 15% sui biglietti delle tratte internazionali, a causa dell’impennata del prezzo del petrolio e del conseguente aumento dei carburanti per l’aviazione. Un fenomeno che, se il conflitto dovesse protrarsi, rischia di incidere ulteriormente sui costi dei viaggi nei prossimi mesi.


FONTE: IL SOLE 24 ORE



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