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PIGNORAMENTO DEL CONTO CORRENTE, LIMITI E SOGLIE NEL 2026

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  • 9 hours ago
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Il pignoramento del conto corrente è la procedura con cui un creditore può bloccare le somme depositate presso una banca per recuperare un credito non pagato. L’operazione avviene però secondo passaggi precisi e con alcune tutele per il debitore.

La procedura parte con una notifica al debitore e all’istituto di credito; successivamente le somme presenti sul conto vengono bloccate entro i limiti stabiliti dalla legge.

Le soglie di protezione sono legate all’assegno sociale, che rappresenta il livello minimo di reddito necessario per garantire condizioni di vita dignitose. Nel 2026 l’assegno sociale è pari a 546,24 euro.

Nel caso di somme già presenti sul conto corrente di lavoratori dipendenti o pensionati, non possono essere pignorati i primi 1.638,72 euro, cioè tre volte l’assegno sociale. Lo stesso limite vale anche per le pensioni già accreditate.

Per gli accrediti futuri di stipendio o pensione, invece, la legge prevede che resti intangibile il cosiddetto minimo vitale, pari al doppio dell’assegno sociale. Nel 2026 questa soglia è fissata a 1.092,48 euro. Il creditore può pignorare solo il 20% della parte eccedente tale importo.

Le regole si applicano sia ai debiti verso soggetti privati sia a quelli nei confronti dell’Agenzia delle Entrate. In molti casi, banche e fornitori chiedono il pignoramento dell’intera somma presente sul conto, maggiorata del 50%, fermo restando il rispetto del limite di impignorabilità sulla giacenza minima.


FONTE: IL GIORNALE



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