PIÙ RISPARMIO, CONSUMI DEBOLI E INFLAZIONE MODERATA: IL QUADRO ECONOMICO DI INIZIO 2026
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Secondo le stime del terzo trimestre 2025 diffuse dall’ISTAT, l’economia italiana entra nel 2026 con segnali contrastanti. A fronte di un aumento del reddito disponibile lordo del 2% e di una pressione fiscale in calo al 40% (–0,8 punti sul 2024), le famiglie mostrano una crescente propensione al risparmio, mentre i consumi restano deboli e gli investimenti flettono di 0,3 punti percentuali.
Nel dettaglio, la propensione al risparmio delle famiglie sale all’11,4%, +1,5 punti rispetto al trimestre precedente, raggiungendo livelli che – escluso il periodo Covid – non si vedevano dal 2009. L’incertezza economica spinge dunque a mettere da parte risorse più che a spenderle. La composizione del risparmio mostra una maggiore diversificazione: crescono in particolare azioni e fondi, le riserve assicurative (che superano i 1.137 miliardi, +4,4%) e anche strumenti più dinamici come derivati e stock option. I conti correnti restano centrali, salendo a 1.140,9 miliardi (+2,6%), pur con una lieve riduzione della loro incidenza sul totale.
Sul fronte dei prezzi, l’inflazione si mantiene su livelli moderati: a dicembre 2025 l’indice dei prezzi al consumo cresce dello 0,2% su base mensile e dell’1,2% su base annua. Tuttavia, si registra un’accelerazione dei prezzi dei beni alimentari e dei prodotti ad alta frequenza d’acquisto, mentre l’inflazione di fondo si attesta tra l’1,9% e il 2,0%. L’aumento è trainato soprattutto dai servizi di trasporto e dagli alimentari, parzialmente compensato dal calo degli energetici regolamentati e dal rallentamento dei servizi ricreativi e alla persona.
FONTE: ITALIAOGGI






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