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REGIME FORFETTARIO E REDDITO DA LAVORO DIPENDENTE: LE VERIFICHE DA FARE DOPO LA MANOVRA 2026

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  • Jan 14
  • 1 min read

Il percepimento di un reddito da lavoro dipendente inferiore a 35.000 euro non esclude automaticamente l’accesso al regime forfettario, ma richiede un’attenta verifica di tutti i requisiti e delle cause ostative previste dalla normativa.

Per poter accedere (e restare) nel forfettario non basta rispettare i limiti di fatturato: è necessario anche non rientrare in alcuna delle cause di esclusione previste dalla legge 190/2014. Una delle più rilevanti riguarda proprio i redditi di lavoro dipendente o assimilati percepiti nell’anno precedente.

Con la manovra 2026, la soglia massima di tali redditi è stata innalzata da 30.000 a 35.000 euro. Superato questo limite, il regime forfettario non è applicabile. Tuttavia, la verifica della soglia non è richiesta se il rapporto di lavoro dipendente è cessato nell’anno precedente rispetto a quello di applicazione del regime.

Resta inoltre un’altra causa ostativa fondamentale: non possono accedere al forfettario i soggetti che svolgono l’attività prevalentemente nei confronti dell’attuale (o recente) datore di lavoro, al fine di evitare un utilizzo distorto del regime agevolato.

In sintesi, l’innalzamento della soglia a 35.000 euro amplia la platea potenziale dei forfettari, ma non elimina la necessità di un controllo complessivo su tutte le condizioni richieste dalla legge.


FONTE: IL SOLE 24 ORE



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