RISO ITALIANO SOTTO PRESSIONE: IMPORT A DAZIO ZERO E PREZZI INSOSTENIBILI PER LA FILIERA
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- Jan 27
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La filiera risicola italiana è messa a dura prova da una convergenza di fattori esterni difficilmente controllabili: importazioni agevolate a dazio zero, surplus produttivi globali, dollaro debole, calo dei costi di trasporto e impatti della crisi climatica sui produttori. L’allarme arriva dall’Airi, che segnala come, dopo la fine della clausola di salvaguardia Ue, l’import di riso a dazio zero sia tornato a crescere fino a coprire oltre il 60% dei consumi europei.
Gran parte del riso importato arriva già lavorato e confezionato a prezzi molto inferiori a quelli sostenibili per i produttori europei: circa 400 euro a tonnellata, contro gli 800–1.000 euro delle varietà concorrenti Ue. In Italia, la stessa cifra basta appena per acquistare una tonnellata di risone, che poi richiede ulteriori costi di lavorazione e distribuzione.
Il paradosso è che i consumi sono in forte crescita: in Europa sono aumentati del 20% in dieci anni, mentre in Italia sono passati da poco più di 300mila a 450mila tonnellate. Tuttavia, questa domanda è soddisfatta in larga parte dall’estero, con 1,6 milioni di tonnellate importate, di cui circa un milione a dazio zero, comprimendo margini e mettendo a rischio la sostenibilità economica della produzione risicola nazionale.
FONTE: IL SOLE 24 ORE






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