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TRANSIZIONE 5.0, SCONTRO TRA GOVERNO E IMPRESE SUL TAGLIO DEI CREDITI D’IMPOSTA

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  • Mar 29
  • 1 min read

Tensione tra governo e imprese sul decreto fiscale approvato in Consiglio dei ministri, che interviene sul piano Transizione 5.0. Secondo Confindustria, le nuove disposizioni risultano «fortemente penalizzanti» per le aziende che avevano già prenotato il credito d’imposta tra il 7 e il 27 novembre 2025.

Il vicepresidente per le politiche industriali Marco Nocivelli denuncia in particolare un taglio del 65% del credito d’imposta, con effetti retroattivi. Una scelta che, secondo le imprese, viola il principio del legittimo affidamento e rischia di creare ulteriori tensioni di liquidità per chi ha già effettuato investimenti significativi.

Nel mirino anche l’esclusione di alcuni investimenti in energie rinnovabili, in particolare impianti fotovoltaici ad alta efficienza registrati presso ENEA, che molte aziende avevano acquistato contando sugli incentivi.

Dal lato del governo, il ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti ha giustificato la revisione delle misure con il mutato contesto economico internazionale. Lo shock energetico e geopolitico, ha spiegato, impone di rivedere le priorità nell’allocazione delle risorse pubbliche, valutando se destinarle agli incentivi industriali o ad altri settori in difficoltà, come imprese energivore e trasporti.

Da Palazzo Chigi arriva però un segnale di apertura: nei prossimi giorni sarà avviato un tavolo di confronto con le categorie produttive, con l’obiettivo di valutare possibili correttivi in sede di conversione del decreto e l’eventuale stanziamento di risorse aggiuntive.

Il nodo resta politico ed economico: bilanciare il sostegno alle imprese con le nuove emergenze legate al contesto internazionale, senza compromettere la fiducia nel sistema degli incentivi.


FONTE: LA STAMPA



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