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TRUMP RILANCIA I DAZI DOPO LO STOP DELLA CORTE SUPREMA

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  • 3 days ago
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Dopo lo stop della Corte Suprema degli Stati Uniti allo strumento utilizzato per imporre i dazi nel “Liberation Day” del 2 aprile – l’Emergency Economic Powers Act (Ieepa) – Donald Trump è tornato ad agire sul fronte commerciale firmando un nuovo ordine esecutivo basato sull’articolo 122 del Trade Act del 1974.

Venerdì sera il presidente ha fissato dazi temporanei al 10%, salvo poi alzare la quota al 15% il giorno successivo. Le nuove tariffe entreranno in vigore martedì 24 e avranno una durata massima di 150 giorni: per essere prorogate servirà l’intervento del Congresso, come indicato implicitamente dalla Corte Suprema, che non ha dichiarato illegittimi i dazi in sé, ma ha contestato la base giuridica utilizzata per introdurli senza un chiaro mandato parlamentare.

Trump ha dichiarato che nei prossimi mesi saranno individuati nuovi strumenti legali per rendere le tariffe «legalmente ammissibili», seguendo la strada tracciata dai giudici. Il percorso, ha ammesso, sarà più complesso, ma secondo l’economista Oren Cass potrebbe risultare più solido se condiviso con il Congresso. Tuttavia, diversi repubblicani – anche ideologicamente contrari al protezionismo – hanno accolto con favore la sentenza, rendendo incerto il sostegno parlamentare.

Resta aperto il nodo della restituzione dei dazi già incassati. La Corte ha demandato la questione ai tribunali inferiori, prospettando un iter lungo e frammentato basato su ricorsi individuali. Trump ha parlato di contenziosi destinati a durare anni, mentre il segretario al Tesoro Scott Bessent ha definito improbabili rimborsi generalizzati. Le associazioni imprenditoriali, tra cui la Camera di Commercio Usa e la National Retail Federation, hanno invece chiesto procedure rapide di restituzione per sostenere circa 200mila piccole e medie imprese. Secondo il Budget Lab di Yale, sotto il regime Ieepa sarebbero entrati nelle casse federali circa 142 miliardi di dollari.

Molti economisti sottolineano che il problema principale non è tanto l’eventuale rimborso, quanto l’incertezza. Le grandi industrie tedesche hanno chiesto chiarezza a Washington e a Bruxelles, mentre analisti come Michael Pearce di Oxford Economics ritengono che eventuali riduzioni temporanee dei dazi verrebbero compensate dall’instabilità normativa. Con l’Amministrazione impegnata a ricostruire l’impianto tariffario su nuove basi, il livello complessivo delle tariffe potrebbe restare vicino a quello attuale.

La Casa Bianca guarda anche alle elezioni di Midterm di novembre, con il costo della vita al centro del dibattito. Tuttavia, secondo diversi osservatori, l’incertezza e la riorganizzazione delle tariffe difficilmente porteranno a un calo dei prezzi nel breve periodo, anche perché molte imprese avevano già fatto scorte di componenti e materie prime prima dell’introduzione dei dazi, limitando ora gli incentivi a ridurre i listini.


FONTE: LA STAMPA



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