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UE E USA: TRA DAZI, EUROBOND E IL RISCHIO DI UNA GUERRA COMMERCIALE

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  • 5 days ago
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L’Unione europea dispone di strumenti per rispondere alle pressioni degli Stati Uniti sulla Groenlandia avanzate dal presidente Donald Trump, ma l’ipotesi di nuovi dazi non è considerata la strada migliore. Bruxelles sta valutando il possibile riutilizzo di una lista di beni statunitensi, per un valore complessivo di circa 93 miliardi di euro, da colpire con tariffe doganali: una mossa che danneggerebbe Washington, ma che avrebbe ricadute negative anche sulle imprese europee.

Secondo diversi analisti, una risposta più efficace sarebbe la creazione di un vero mercato degli Eurobond. Una scelta che metterebbe sotto pressione il debito statunitense e risulterebbe potenzialmente più incisiva dei dazi, soprattutto in una fase in cui, dall’insediamento di Trump, la stabilità degli Stati Uniti e del dollaro appare meno solida agli occhi degli investitori internazionali. L’Unione europea, tuttavia, continua a scontare difficoltà strutturali nella condivisione del debito e nel completamento del mercato unico.

A frenare l’opzione dei dazi sono anche attori istituzionali e governi nazionali. Il Fondo monetario internazionale, per voce del capo economista Pierre-Olivier Gourinchas, ha invitato a mantenere aperto il sistema commerciale e a garantire regole stabili e prevedibili, fondamentali per la fiducia degli investitori. Sulla stessa linea si collocano Italia e Germania.

La posizione italiana è improntata alla prudenza. Il ministro dell’Agricoltura Francesco Lollobrigida ha ribadito la volontà del governo di evitare una guerra commerciale, sottolineando il valore dell’alleanza con gli Stati Uniti e il ruolo dell’Ue come interlocutore privilegiato. Analoga cautela arriva da Berlino: il cancelliere Friedrich Merz ha avvertito che un’escalation a colpi di dazi danneggerebbe entrambe le sponde dell’Atlantico, colpendo in particolare l’industria tedesca ed europea, con effetti negativi anche sull’economia italiana.


FONTE: ITALIAOGGI



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