UE, IL 65% DEI PRODOTTI EXTRA UE NON RISPETTA GLI STANDARD
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- Mar 2
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Nel 2025 il 65% dei prodotti provenienti da Paesi extra Ue e destinati al mercato europeo è risultato non conforme agli standard dell’Unione. Il dato emerge da un’operazione di controllo doganale su larga scala coordinata dalla Commissione europea insieme alle autorità di sorveglianza del mercato (MSA) e alle autorità per la sicurezza alimentare (FSA).
Il fenomeno è legato soprattutto alla crescita esplosiva dell’e-commerce internazionale. Dal 2022 il numero di piccoli pacchi importati direttamente dai consumatori europei è aumentato rapidamente: nel 2024 sono arrivati 4,6 miliardi di spedizioni e nel 2025 il volume ha raggiunto i 5,8 miliardi. Una crescita alimentata anche dal riassetto dei flussi commerciali dopo i dazi imposti dagli Stati Uniti alla Cina, che hanno spinto molte imprese cinesi a orientarsi maggiormente verso il mercato europeo.
Per affrontare il problema, l’Unione europea ha deciso di introdurre dal 1° luglio 2026 un dazio doganale di 3 euro su ogni prodotto importato da Paesi terzi attraverso le spedizioni di basso valore. Oltre all’impatto economico, però, resta la questione della conformità: molti beni spediti direttamente ai consumatori non rispettano le norme europee in materia di sicurezza, etichettatura e documentazione.
Tra ottobre e dicembre 2025 le autorità doganali dei 27 Stati membri hanno effettuato controlli intensivi su 11.338 prodotti acquistati online, concentrandosi in particolare su cosmetici e dispositivi di protezione individuale provenienti dai principali marketplace che rappresentano oltre il 90% delle spedizioni di basso valore nell’Ue.
I risultati, secondo la Commissione, sono stati sorprendenti: nella maggior parte dei casi sono state riscontrate etichette errate o mancanti, assenza della documentazione richiesta, presenza di ingredienti vietati o mancanza di istruzioni e avvertenze per un uso sicuro. Carenze che evidenziano una forte asimmetria rispetto agli operatori europei, i quali devono invece rispettare rigorosi standard per poter commercializzare i propri prodotti nel mercato unico.
FONTE: ITALIAOGGI






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