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UE: MISURE TEMPORANEE SULL’ENERGIA E NO A UN INTERVENTO NELLO STRETTO DI HORMUZ

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  • Mar 17
  • 2 min read

Misure temporanee e mirate per sostenere imprese e fasce sociali più fragili, mantenere la pressione economica su Mosca e puntare su una soluzione diplomatica per riaprire lo Stretto di Hormuz. Sono questi i principali orientamenti emersi durante il Consiglio dell’Unione europea dedicato a Energia e Affari esteri, riunitosi il 16 marzo a Bruxelles.

Per la prima volta l’Unione europea ha preso posizione anche sulla situazione in Iran. «Gli obiettivi di questa azione militare devono essere definiti da coloro che hanno iniziato questa guerra. L’Europa non fa parte di questa guerra. Non abbiamo iniziato questo conflitto e gli obiettivi politici non sono chiari», ha dichiarato l’Alta rappresentante dell’Ue per la politica estera Kaja Kallas.

Alla luce di questa posizione, la missione navale europea Operazione Aspides non vedrà un ampliamento del mandato per includere anche lo Stretto di Hormuz. «Nessuno Stato membro vuole partecipare attivamente a questa guerra», ha aggiunto Kallas, di fatto respingendo la richiesta del presidente degli Stati Uniti Donald Trump di un supporto europeo per la riapertura della rotta marittima strategica.

Sul fronte energetico, il commissario europeo all’Energia Dan Jørgensen ha spiegato che Bruxelles sta lavorando su diverse possibili soluzioni. «Non possiamo limitarci a monitorare la situazione, dobbiamo prepararci nel caso in cui si aggravi», ha dichiarato in conferenza stampa.

Secondo Jørgensen, l’Unione europea non ha oggi un problema immediato di sicurezza degli approvvigionamenti energetici provenienti dall’area del Golfo, ma deve affrontare soprattutto la questione dell’aumento dei prezzi. In questa prospettiva, la strategia europea si articola su tre livelli.

Il primo riguarda misure immediate per ridurre il costo delle bollette energetiche e sostenere imprese e cittadini più vulnerabili. Il secondo livello prevede la predisposizione di strumenti di emergenza nel caso in cui la crisi dovesse intensificarsi. Il terzo riguarda interventi strutturali, orientati alla riduzione dei costi dell’energia, degli oneri di rete e della pressione fiscale.

L’obiettivo di lungo periodo, ha sottolineato il commissario, è rendere l’Unione europea sempre più indipendente dalle oscillazioni dei mercati energetici internazionali. Alcune delle misure allo studio potrebbero essere discusse anche nel prossimo Consiglio europeo del 19 e 20 marzo, quando i capi di Stato e di governo dei Paesi membri torneranno ad affrontare il dossier energia.


FONTE: ITALIAOGGI



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