VENEZIA E LA NORMA “ANTIPACCOTTIGLIA”: RISULTATI POSITIVI PER IL COMMERCIO DI QUALITÀ
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A distanza di quattro anni dall’introduzione della cosiddetta misura “antipaccottiglia”, il bilancio tracciato dall’assessore alle Attività produttive del Comune di Venezia, Sebastiano Costalonga, evidenzia risultati considerati molto positivi, tanto da rendere il provvedimento un possibile modello replicabile anche nei centri storici di altre grandi città italiane. L’obiettivo della norma era contrastare il proliferare di negozi di bassa qualità e di breve durata, fenomeno diffuso soprattutto nelle aree a forte vocazione turistica, favorendo invece attività legate all’artigianato, al commercio di prossimità e ai prodotti di fascia medio-alta.
Nel periodo compreso tra il 2022 e il 2026, tra attività artigianali e commerciali, sono stati aperti oltre 500 nuovi negozi, con una significativa presenza di atelier di alta sartoria, botteghe di artigianato artistico, gioiellerie, gallerie d’arte, cartolerie e servizi utili alla residenzialità come fiorai e fruttivendoli. Parallelamente, è stato quasi azzerato il fenomeno dei negozi “apri e chiudi”, segno di una maggiore stabilità del tessuto commerciale. In particolare, tra maggio 2022 e marzo 2026 si registrano 86 nuove attività di alta gamma, 65 di artigianato artistico e 28 tra negozi d’arte e gallerie, con una crescita significativa anche nei primi mesi del 2026.
Il successo della misura è legato anche a un impianto regolamentare rigoroso, che definisce criteri stringenti per l’apertura di nuove attività. Il regolamento limita infatti l’insediamento commerciale in specifiche aree sensibili, come il sestiere di San Marco e le zone soggette a tutela culturale, subordinando le nuove aperture alla conformità a un elenco preciso di codici Ateco ammessi. Questo sistema favorisce settori ritenuti coerenti con la valorizzazione del patrimonio culturale e con il mantenimento della qualità urbana, scoraggiando invece attività standardizzate e poco qualificanti.
Fondamentale è stato anche il ruolo dei controlli. L’attività di vigilanza svolta dalla Polizia locale, in collaborazione con il Nucleo dedicato alle attività produttive, ha garantito l’effettiva applicazione delle regole, portando, tra maggio 2025 e aprile 2026, a 17 provvedimenti di chiusura immediata di attività non conformi. Un ulteriore elemento centrale resta il divieto di esposizione della merce all’esterno dei negozi, misura pensata per tutelare il decoro urbano, soprattutto nelle aree riconosciute come patrimonio UNESCO.
FONTE: IL SOLE 24 ORE






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