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AFFITTI BREVI, SEI REGIMI FISCALI POSSIBILI NEL 2026

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  • Mar 9
  • 1 min read

Nel 2026 esistono sei diverse modalità di tassazione per gli affitti brevi, cioè per i contratti di locazione di durata non superiore a 30 giorni. La scelta del regime fiscale dipende dal numero di immobili locati, dalla qualifica del locatore e dalla convenienza economica.

La prima opzione è la tassazione ordinaria: il canone percepito confluisce nel reddito complessivo ed è soggetto alle aliquote progressive dell’IRPEF, pari al 23%, 33% o 43%.

Una seconda possibilità riguarda i redditi diversi, applicabili ad esempio a comodatari o sublocatori. In questo caso la tassazione avviene sulle somme effettivamente percepite, con la possibilità di dedurre le spese sostenute.

La terza soluzione è la cedolare secca al 21%, che si applica sul primo immobile affittato e sostituisce Irpef e addizionali.

Per il secondo immobile dato in affitto breve, invece, l’aliquota della cedolare secca sale al 26%.

Dal 2026 entra poi in gioco l’attività imprenditoriale: chi affitta più di due appartamenti viene considerato imprenditore e deve operare con partita Iva in regime ordinario.

Infine, è possibile utilizzare il regime forfettario, che prevede una flat tax del 15% — ridotta al 5% per le nuove attività — applicata su un reddito calcolato in maniera forfettaria.


FONTE: IL SOLE 24 ORE



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