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CARBURANTI, RISCHIO AUSTERITY: BRUXELLES INVITA A RIDURRE I CONSUMI

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  • 20 hours ago
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La crisi energetica legata al conflitto in Medio Oriente apre scenari sempre più complessi per l’Europa. A lanciare l’allarme è il commissario europeo all’Energia Dan Jørgensen, che ha invitato gli Stati membri a prepararsi a una possibile interruzione prolungata delle forniture energetiche internazionali.

In una lettera ai ministri dell’Energia dell’Unione europea, il commissario ha sottolineato che, sebbene la sicurezza degli approvvigionamenti sia al momento garantita, è necessario adottare misure preventive sia sul lato dell’offerta sia su quello della domanda. Tra le ipotesi avanzate, spiccano interventi volti a ridurre i consumi, soprattutto nel settore dei trasporti.

Sulla scia delle raccomandazioni dell’Agenzia Internazionale dell'Energia, Bruxelles suggerisce misure come il ricorso allo smart working, la riduzione dei limiti di velocità, l’incentivo al trasporto pubblico, il car sharing e persino la limitazione dei voli aerei non essenziali. L’obiettivo è contenere la domanda di carburanti in uno scenario che, anche in caso di cessazione del conflitto, resterà instabile nel medio periodo.

A rafforzare le preoccupazioni sono i numeri del mercato petrolifero. Il Brent ha superato i 118 dollari al barile, registrando un aumento mensile record del 59%, il più alto mai rilevato. Un dato che riflette la tensione sulle rotte energetiche globali, in particolare sullo Stretto di Hormuz, snodo cruciale per le forniture di petrolio e prodotti raffinati.

Per l’Italia il rischio è concreto: una quota significativa delle importazioni di gasolio e carburanti passa proprio da quell’area. Un’eventuale chiusura prolungata dello stretto potrebbe ridurre sensibilmente l’offerta globale, alimentando una corsa agli approvvigionamenti e ulteriori rincari.

Sul fronte interno, si avvicina la scadenza del taglio delle accise sui carburanti, in vigore fino al 7 aprile. Il governo sta valutando nuove misure, che potrebbero includere interventi mirati a sostegno delle famiglie e dei settori più esposti, come agricoltura e trasporti, anche in funzione delle risorse disponibili e dell’evoluzione del contesto internazionale.

Il quadro che emerge è quello di una possibile “austerity energetica”, in cui la gestione della domanda diventa uno strumento chiave per affrontare una crisi destinata a incidere profondamente su economia e stili di vita.


FONTE: CORRIERE DELLA SERA



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