CARBURANTI, TAGLIO DI 25 CENTESIMI E STRETTA CONTRO LE SPECULAZIONI
- .
- Mar 18
- 2 min read
Il governo è intervenuto con un decreto legge approvato dal Consiglio dei ministri per contrastare il caro carburanti, introducendo misure temporanee per oltre mezzo miliardo di euro a sostegno di famiglie e imprese e un sistema rafforzato di controlli contro le speculazioni.
Secondo la presidente del Consiglio Giorgia Meloni, il provvedimento dovrebbe portare a una riduzione dei prezzi alla pompa di circa 25 centesimi al litro per benzina e gasolio, con l’obiettivo di scendere sotto quota 1,90 euro. Per il Gpl è previsto un calo di circa 12 centesimi al chilo. Le misure entreranno in vigore immediatamente con la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale e avranno una durata di venti giorni.
Il governo ha scelto di intervenire direttamente sui prezzi dei carburanti, scartando l’ipotesi alternativa di un rafforzamento della social card — che prevedeva un aumento di 100 euro per circa 1,3 milioni di famiglie con Isee fino a 15mila euro — ritenendo prioritario contenere gli effetti a cascata sull’inflazione.
Il decreto prevede anche misure specifiche per le imprese. Per il settore dell’autotrasporto è introdotto un contributo straordinario sotto forma di credito d’imposta sulle maggiori spese sostenute tra marzo e maggio rispetto a febbraio 2026 per l’acquisto di gasolio. Modalità e criteri saranno definiti con un successivo provvedimento. Un credito d’imposta del 20% è previsto anche per le imprese della pesca, con uno stanziamento di 10 milioni, come indicato dal ministro dell’Agricoltura Francesco Lollobrigida.
Accanto agli aiuti economici, viene istituito per tre mesi un sistema di controllo straordinario dei prezzi lungo tutta la filiera. Le società petrolifere dovranno comunicare quotidianamente i prezzi al ministero delle Imprese e non potranno modificarli nell’arco della giornata. In caso di mancata comunicazione è prevista una sanzione pari allo 0,1% del fatturato giornaliero.
Il monitoraggio sarà affidato anche a Mr Prezzi, organismo del ministero delle Imprese, che potrà attivare la Guardia di Finanza in caso di anomalie nei prezzi per verificare eventuali speculazioni lungo la filiera.
In presenza di irregolarità, sono previste sanzioni fino all’1% del fatturato delle imprese (con un massimo di 200mila euro) e la possibilità di segnalare i casi alla magistratura per l’ipotesi di reato di manovre speculative sulle merci.
FONTE: CORRIERE DELLA SERA






Comments