top of page

CRISI ENERGETICA UE: PREZZI IN AUMENTO E RISCHI PER FAMIGLIE, IMPRESE E CRESCITA

.
Oct 5
2 min read

Il mercato energetico europeo sta attraversando una fase di forte tensione, determinata dalla crisi dello Stretto di Hormuz, dalle conseguenze delle sanzioni alla Russia e dai vincoli di bilancio europei. Secondo l’analisi, l’attuale quadro normativo dell’UE sarebbe poco adeguato a fronteggiare una crisi caratterizzata dalla contemporanea riduzione delle forniture e dalla necessità di sostenere famiglie e imprese.

Per l’Italia l’impatto potrebbe essere rilevante. Secondo le stime riportate, le bollette elettriche potrebbero aumentare di oltre il 13% e quelle del gas fino al 43%, mentre per le imprese i costi energetici sarebbero già cresciuti sensibilmente. Circa 27,7 milioni di famiglie potrebbero sostenere fino a 350 euro annui di maggiori costi. Il rincaro dell’energia si sta inoltre trasferendo sui prezzi di numerosi beni di consumo, comprimendo ulteriormente il potere d’acquisto.

La capacità del Governo di intervenire sarebbe condizionata dai vincoli europei di bilancio. L’Italia ha chiesto che le deroghe al Patto di stabilità previste per alcune spese vengano estese anche agli interventi straordinari contro il caro energia. Misure particolarmente costose, come una significativa riduzione delle accise sui carburanti, richiederebbero infatti ingenti risorse pubbliche.

Sul fronte dell’offerta, la crisi dello Stretto di Hormuz, attraverso cui transita una quota rilevante del commercio mondiale di petrolio e GNL, sta aumentando costi di trasporto e assicurazione e complicando le forniture provenienti dal Golfo Persico. Parallelamente, la riduzione dell’approvvigionamento energetico russo ha accresciuto la dipendenza europea da fonti alternative, compreso il GNL statunitense.

Il quadro alimenta anche il rischio di stagflazione, ossia la combinazione di crescita economica debole e inflazione elevata. Particolarmente esposta appare la Germania, per la quale vengono indicate prospettive di crescita molto contenute e un possibile aumento della disoccupazione.

L’analisi sostiene quindi la necessità di una revisione della strategia energetica e fiscale europea, capace di rafforzare la sicurezza degli approvvigionamenti e, contemporaneamente, concedere agli Stati maggiori margini per sostenere famiglie e imprese durante gli shock energetici.


FONTE: IL GIORNALE



Comments


Commenting on this post isn't available anymore. Contact the site owner for more info.
bottom of page