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DEFICIT E CRESCITA: IL VERO PROBLEMA DELL’ITALIA NON È IL 3%, MA LO SVILUPPO FERMO

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  • Apr 23
  • 1 min read

Secondo l’economista Nicola Rossi, il mancato raggiungimento del rapporto deficit/Pil al 3% (fermo al 3,1%) ha un impatto limitato e non dovrebbe essere drammatizzato: lo scostamento è contenuto (circa 600 milioni) e le principali conseguenze riguardano solo alcuni programmi, come i finanziamenti europei per la difesa.

Il vero nodo, invece, è la bassa crescita economica italiana, prevista intorno allo 0,5% nel 2026, inferiore alla media europea. Rossi sottolinea che una politica di bilancio prudente non è stata accompagnata da una strategia orientata alla crescita, che dovrebbe basarsi su maggiore spazio al settore privato e su un rilancio dell’iniziativa imprenditoriale.

La riduzione del deficit negli ultimi anni è stata ottenuta principalmente tramite aumento della pressione fiscale e contenimento della spesa, ma senza interventi strutturali capaci di stimolare lo sviluppo. Inoltre, ostacoli come burocrazia e tendenze stataliste hanno frenato le riforme necessarie.

Guardando al futuro, Rossi evidenzia come le nuove regole fiscali europee offrano margini di flessibilità, rendendo poco utile chiedere la sospensione del Patto di stabilità. La priorità dovrebbe invece essere una politica economica orientata alla crescita, con possibile riduzione della pressione fiscale.

Infine, viene sottolineato il rischio di uno stallo prolungato: senza un equilibrio tra disciplina di bilancio e politiche pro-crescita, l’Italia potrebbe restare indietro rispetto ad altri Paesi europei che hanno già completato importanti riforme strutturali.


FONTE: ITALIAOGGI



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