GUERRA IN IRAN: GLI ITALIANI TEMONO SHOCK ENERGETICO E CHIEDONO AIUTI
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- 4 days ago
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Gli italiani guardano con forte preoccupazione agli effetti economici della guerra in Iran, temendo soprattutto un nuovo shock energetico e chiedendo al governo interventi concreti per sostenere famiglie e imprese. È quanto emerge da un sondaggio realizzato da Izi e presentato nel corso della trasmissione L’Aria che Tira condotta da David Parenzo su La7. Il quadro che ne deriva è fortemente pessimista: il 93% degli intervistati ritiene che il conflitto avrà conseguenze negative sull’economia italiana, con timori concentrati in particolare sull’aumento dei prezzi dell’energia e dei carburanti, indicato da circa l’80% del campione, sull’inflazione in crescita per il 70% e sulla possibile contrazione del PIL per il 30%. L’aumento delle bollette e del costo dei carburanti viene percepito come insostenibile da un italiano su due, segnale di una crescente pressione sul potere d’acquisto delle famiglie.
Sul piano delle risposte attese, la maggioranza della popolazione chiede misure di sostegno al reddito: il 63% indica come priorità interventi come il taglio delle accise sui carburanti e l’introduzione o il rafforzamento di bonus per le famiglie, mentre il 31% si dice favorevole alla revoca delle sanzioni contro la Russia, nella speranza di ridurre le tensioni sui mercati energetici. Dal punto di vista geopolitico, emerge anche una diffusa sfiducia negli sviluppi del conflitto: oltre il 60% degli italiani ritiene che nessuna delle parti stia realmente vincendo e che entrambe ne usciranno indebolite, mentre più di un terzo degli intervistati, il 37%, considera plausibile l’uso di armi nucleari, un dato che evidenzia un forte livello di allarme nell’opinione pubblica.
Non convince neppure la prospettiva di una tregua duratura: per oltre il 36% degli italiani le ostilità riprenderanno rapidamente, segno di una fiducia molto limitata nelle soluzioni diplomatiche attualmente in campo. Coerentemente con questa percezione, una parte significativa della popolazione ritiene che il governo italiano dovrebbe puntare soprattutto su iniziative diplomatiche, indicate dal 40% degli intervistati, mentre il 38,3% auspica una presa di distanza dalle operazioni militari condotte da Stati Uniti e Israele. In questo contesto, appare marginale il sostegno alla linea internazionale di Donald Trump, che raccoglie appena il 3% di fiducia tra gli italiani. Nel complesso, il sondaggio restituisce l’immagine di un Paese preoccupato, con aspettative forti di intervento pubblico e con una percezione diffusa di instabilità economica e geopolitica destinata a durare nel tempo.
FONTE: LA STAMPA






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