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VINO ITALIANO: EXPORT IN CALO MA OBIETTIVO 10 MILIARDI

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  • 10 hours ago
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Schierato compatto a Verona, il settore del vino italiano prova a reagire alla fase di difficoltà dopo un 2025 chiuso in calo, con esportazioni pari a 7,8 miliardi di euro, in diminuzione del 3,6% rispetto all’anno precedente, soprattutto a causa del rallentamento nei mercati del Nord America e dell’Europa extra-Ue. In occasione dell’apertura del Vinitaly, il presidente di ICE, Matteo Zoppas, ha indicato come obiettivo quello di portare l’export a 10 miliardi di euro nel più breve tempo possibile, un traguardo ambizioso alla luce delle incertezze geopolitiche ed economiche. Anche il ministro dell’Agricoltura Francesco Lollobrigida ha sottolineato la necessità di rilanciare il vino come elemento centrale del modello produttivo e culturale italiano, invitando il settore a non farsi frenare dalle tensioni internazionali.

Uno dei principali ostacoli individuati dagli operatori riguarda il peso della burocrazia e delle barriere commerciali: secondo Coldiretti, eliminare vincoli amministrativi, dazi e etichette penalizzanti potrebbe generare un recupero di circa 1,6 miliardi di euro per le imprese, liberando risorse da destinare a innovazione, qualità ed enoturismo. Tuttavia, le criticità restano significative, a partire dall’incertezza sul mercato statunitense, che rappresenta il principale sbocco per il vino italiano e che nel 2025 ha registrato un calo delle importazioni di circa il 12%, come evidenziato da un’analisi di Nomisma Wine Monitor per Federvini. Il presidente di Federvini, Giacomo Ponti, ha ribadito l’importanza di difendere la presenza negli Stati Uniti, sottolineando al contempo la necessità di rinnovare la comunicazione per intercettare i consumi delle nuove generazioni.

Nonostante le difficoltà legate anche alla crisi energetica e ai problemi nelle catene di approvvigionamento, il settore continua a guardare alle opportunità di crescita, puntando su una maggiore diversificazione dei mercati e su un rafforzamento della competitività internazionale. In questa direzione si inserisce anche la visione di Unione Italiana Vini, espressa dal presidente Lamberto Frescobaldi, secondo cui le tensioni globali rappresentano uno stimolo per migliorare l’organizzazione interna e ampliare la presenza sui mercati esteri.

Dal punto di vista delle prospettive, l’analisi dell’Osservatorio Uiv-Vinitaly su base Iwsr indica che i vini Premium, con prezzi in uscita dalla cantina di almeno 8 euro e valori al consumo compresi tra 25 e 50 euro, continueranno a crescere nei prossimi anni, insieme alla fascia Luxury, compensando almeno in parte il calo dei prodotti di fascia medio-bassa. Le stime indicano una crescita complessiva del valore del mercato dell’1% da qui al 2029, che potrebbe salire al 3,5% per i vini italiani, lasciando spazio a prospettive più favorevoli se il settore saprà concentrarsi sui mercati e sui segmenti più strategici.


FONTE: LA STAMPA



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