IL BAR ITALIANO: UN PILASTRO DA 24 MILIARDI TRA CONSUMI, SOCIALITÀ E SFIDE PER IL 2026
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Il settore dei bar in Italia vale complessivamente 23,8 miliardi di euro, con 152mila esercizi attivi che nel 2025 hanno registrato quasi 6 miliardi di visite. Aperto mediamente 14 ore al giorno, spesso sette giorni su sette, il bar si conferma un punto di riferimento centrale per i consumi fuori casa e per le abitudini quotidiane di italiani e turisti, a partire dal rito dell’espresso e del cappuccino del mattino.
I dati sono stati presentati da FIPE-Confcommercio al SIGEP 2026, durante la tavola rotonda dedicata al futuro del bar italiano. La fotografia dei consumi mostra che, in una giornata tipo, il 44% degli ingressi è legato alla colazione, il 29% alle pause, il 14% all’aperitivo, mentre pranzo, cena e dopocena restano marginali. Il bar emerge così soprattutto come luogo di incontro quotidiano e di socialità diffusa.
Dal lato degli esercenti, però, il quadro è più complesso: a fronte di un impegno operativo intenso, lo scontrino medio si ferma a 4,2 euro, con margini compressi e criticità crescenti legate ai costi e alla sicurezza. Secondo il presidente di FIPE, Lino Enrico Stoppani, il 2026 dovrà rappresentare un punto di svolta, capace di coniugare sostenibilità economica, qualità dell’offerta e adattamento a consumi in rapida evoluzione.
Il messaggio finale è chiaro: bar, gelaterie e pasticcerie non sono solo attività commerciali, ma presìdi di identità culturale, coesione sociale e attrattività turistica. Valorizzarli significa investire in un patrimonio distintivo del Paese, in grado di continuare a generare valore per imprese, lavoratori e territori.
FONTE: IL SOLE 24 ORE






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