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INTELLIGENZA ARTIFICIALE IN AZIENDA: CRESCITA RECORD, MA AVANZA IL RISCHIO “SHADOW AI”

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  • Feb 5
  • 1 min read

Quasi la metà dei lavoratori italiani utilizza strumenti di intelligenza artificiale nelle attività quotidiane, ma solo il 19% impiega esclusivamente soluzioni messe a disposizione dall’azienda. È quanto emerge dalla ricerca dell’Osservatorio Artificial Intelligence del Politecnico di Milano, che segnala un fenomeno in forte espansione: la Shadow AI, cioè l’uso di tool non controllati dalle imprese, con conseguenti rischi di sicurezza, compliance e gestione dei dati.

Nel 2025 il mercato italiano dell’AI ha raggiunto 1,8 miliardi di euro, segnando una crescita del 50% su base annua. Quasi la metà del valore deriva da soluzioni di intelligenza artificiale generativa o ibride, mentre il resto è legato al machine learning tradizionale. I sistemi conversazionali e di analisi testuale guidano il mercato (39%), seguiti da data analytics e ottimizzazione (30%). In forte accelerazione la Pubblica amministrazione, che pesa per il 19% del mercato, mentre le Pmi restano indietro.

Sul fronte delle imprese, il 71% delle grandi aziende ha avviato almeno un progetto di AI nel 2025, ma la percentuale crolla al 15% tra le medie imprese e al 7% tra le piccole. Cresce invece l’adozione di strumenti pronti all’uso di AI generativa: l’84% delle grandi imprese ha acquistato almeno una licenza. Resta però debole la governance: solo il 9% ha una gestione strutturata, anche se oltre la metà sta lavorando a modelli centralizzati.

Parallelamente esplode la domanda di competenze: nel 2025 gli annunci di lavoro che richiedono skill di intelligenza artificiale sono aumentati del 93%, arrivando a circa 44mila posizioni. L’AI si conferma così un fattore chiave di competitività, ma anche una sfida organizzativa e culturale ancora in larga parte aperta.


FONTE: LA STAMPA



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