MERCATO DEL LAVORO ITALIANO: OCCUPAZIONE AL 63,2% E DISOCCUPAZIONE AL 5,8%
Nell’estate 2026 il mercato del lavoro italiano registra risultati particolarmente positivi: il tasso di occupazione raggiunge il 63,2%, la disoccupazione scende al 5,8%, l’occupazione femminile si attesta al 53,3% e le retribuzioni contrattuali risultano cresciute dell’11,5% dall’inizio della legislatura.
La crescita dell’occupazione è stata sostenuta dalla ripresa economica, in particolare nei settori del turismo, dei servizi e delle costruzioni, oltre che dagli investimenti collegati al PNRR. Migliora anche la qualità dell’occupazione: a luglio 2026, rispetto all’anno precedente, si registrano 303 mila dipendenti permanenti e 85 mila autonomi in più, mentre i lavoratori a termine diminuiscono di 82 mila unità.
La riduzione del lavoro a termine si è verificata nonostante una maggiore flessibilità normativa introdotta dal D.L. 48/2023. Secondo questa lettura, la crescente difficoltà delle imprese nel reperire personale qualificato ha reso economicamente conveniente trattenere i lavoratori già formati, mentre gli incentivi alle assunzioni hanno favorito ulteriormente i rapporti stabili.
Anche la disoccupazione, scesa al 5,8%, beneficia dell’aumento degli occupati e della trasformazione delle politiche del lavoro. La sostituzione del Reddito di cittadinanza con Assegno di inclusione e Supporto per la formazione e il lavoro, insieme a strumenti come SIISL e programma GOL, ha rafforzato l’orientamento verso formazione, ricerca del lavoro e politiche attive.
Il dato sulla disoccupazione deve tuttavia essere valutato insieme al tasso di inattività, ancora pari al 32,8%. Inoltre, il progressivo invecchiamento della popolazione e la riduzione delle persone in età lavorativa contribuiscono alla scarsità di manodopera, ma rappresentano contemporaneamente un limite alla crescita potenziale. In numerosi settori, quindi, il problema non è più soltanto creare nuovi posti di lavoro, ma reperire lavoratori con competenze adeguate alle esigenze delle imprese.
FONTE: ITALIAOGGI






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