PENSIONATI ITALIANI ALL’ESTERO: CRESCE LA “MIGRAZIONE PREVIDENZIALE” PER FISCO E COSTO DELLA VITA
La scelta di trascorrere la pensione all’estero è diventata un fenomeno strutturale. Secondo il rapporto Istat “Gli italiani all’estero”, a spingere i pensionati fuori dall’Italia sono soprattutto i vantaggi fiscali, un costo della vita più contenuto e, di conseguenza, un maggiore potere d’acquisto. A queste ragioni economiche si aggiungono motivazioni familiari, come il ricongiungimento con figli e nipoti già trasferiti in altri Paesi.
Alla fine del 2024 risultavano 347 mila cittadini italiani residenti all’estero e titolari di un trattamento pensionistico. Il 54% vive in un altro Paese europeo, mentre il 39,6% risiede nel continente americano. Quote molto più contenute riguardano Oceania, Africa e Asia.
Tra le destinazioni citate spiccano Spagna, con circa 13 mila pensionati italiani, e Portogallo, con circa 4 mila, scelti anche per le condizioni fiscali e la qualità della vita. Fuori dall’Unione europea assume rilievo la Tunisia, con circa 3 mila pensionati italiani.
Il fenomeno, tuttavia, non riguarda esclusivamente pensionati che hanno deciso recentemente di lasciare l’Italia. Nei tradizionali Paesi dell’emigrazione italiana, come Germania, Svizzera, Francia, Belgio e Regno Unito, una larga maggioranza dei pensionati è nata in Italia. In America centro-meridionale, invece, la percentuale dei nati in Italia scende al 36,5%, riflettendo la presenza di seconde generazioni e di cittadini italiani per discendenza.
FONTE: ITALIAOGGI






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