SARDEGNA: CRESCE L’OCCUPAZIONE, MA RESTANO BASSI SALARI E QUALITÀ DEL LAVORO
In Sardegna l’occupazione è in crescita: tra il 2023 e il 2025 gli occupati sono passati da circa 577 mila a 598 mila, con un incremento di 21 mila lavoratori. Il miglioramento occupazionale si accompagna però a una forte debolezza salariale. Tra il 2008 e il 2023 le retribuzioni reali sono diminuite del 15,2%, contro una riduzione media nazionale del 6,2%.
Secondo il rapporto del Centro studi Giannetto Lay della CISL Sardegna, nel 2025 la crescita delle nuove posizioni lavorative è stata sostenuta soprattutto dai contratti a tempo indeterminato, mentre nei primi mesi del 2026 l’aumento dell’occupazione è stato trainato prevalentemente dai contratti a termine.
Permangono inoltre problemi legati alla continuità lavorativa: nel 2023 le giornate effettivamente retribuite dei dipendenti sardi hanno rappresentato il 72,9% di quelle teoricamente lavorabili, rispetto al 78,9% della media italiana.
Preoccupa anche la perdita di capitale umano. Tra il 2019 e il 2025 la Sardegna ha registrato un saldo migratorio negativo di circa 6.900 giovani laureati italiani tra 25 e 34 anni, evidenziando la difficoltà del territorio nel trattenere lavoratori altamente qualificati.
Per affrontare queste criticità, la CISL ha proposto un Patto regionale per produttività, salari e qualità del lavoro, iniziativa che ha ricevuto una prima valutazione favorevole da parte della Regione Sardegna.
FONTE: ITALIAOGGI






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