PRODUZIONE INDUSTRIALE IN CALO A INIZIO 2026
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- Mar 15
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La produzione industriale italiana apre il 2026 in territorio negativo. A gennaio l’indice segna una diminuzione dello 0,6% rispetto al mese precedente, dopo il calo dello 0,5% registrato a dicembre. Anche su base annua si registra una flessione della stessa entità. I dati sono stati diffusi dall’Istat.
Nel trimestre novembre 2025-gennaio 2026 la produzione mostra comunque un aumento dello 0,7% rispetto ai tre mesi precedenti. La diminuzione mensile complessiva è stata attenuata dalla crescita del comparto energetico, che registra un +4,5% su base mensile e +10,4% su base annua.
Tra i settori più in difficoltà si segnalano la chimica (-7,2%) e la fabbricazione di coke e prodotti petroliferi raffinati (-12,9%), oltre al comparto tessile-abbigliamento che continua a mostrare segnali di debolezza. In controtendenza il settore degli autoveicoli, che sostiene l’intero comparto dei mezzi di trasporto con un aumento del 7,1%, pur restando ancora sotto i livelli del 2021.
Secondo l’Istat, il quadro economico potrebbe essere ulteriormente influenzato dalle tensioni geopolitiche in Medio Oriente. Il conflitto esercita infatti pressioni al rialzo sui prezzi del petrolio, anche per il ruolo dell’Iran come produttore e per l’importanza strategica dello Stretto di Hormuz nei traffici energetici globali.
Sul fronte macroeconomico, nel quarto trimestre del 2025 il Pil italiano è cresciuto dello 0,3%, sostenuto soprattutto dalla domanda interna. Il risultato è superiore a quello della Francia (+0,2%), analogo a quello della Germania (+0,3%) ma inferiore alla crescita della Spagna (+0,8%).
Nel mercato del lavoro, invece, l’occupazione continua a crescere. A gennaio si registra un aumento degli occupati, soprattutto tra gli uomini e nelle diverse classi d’età, con l’eccezione dei giovani tra i 15 e i 24 anni. L’incremento riguarda sia i lavoratori dipendenti sia gli autonomi.
Nel dettaglio dell’industria, su base mensile diminuisce la produzione dei beni di consumo (-0,6%), dei beni intermedi (-0,8%) e dei beni strumentali (-2,2%). Su base annua il calo più marcato riguarda i beni di consumo (-3,8%), mentre risultano più contenute le flessioni dei beni intermedi (-1,6%) e dei beni strumentali (-0,3%).
Il rallentamento non riguarda solo l’Italia. Secondo Eurostat, a gennaio la produzione industriale è diminuita dell’1,5% nell’area euro e dell’1,6% nell’Unione europea rispetto a dicembre.
I dati hanno suscitato preoccupazione tra le associazioni dei consumatori. Il presidente dell’Unione Nazionale Consumatori, Massimiliano Dona, ha definito i numeri «una pessima notizia», sottolineando il peggioramento del quadro industriale.
Anche il Codacons evidenzia il rischio che la situazione possa peggiorare a causa dell’attuale crisi in Medio Oriente e dei rincari energetici, che hanno un impatto diretto sui costi dell’industria e sull’andamento dell’economia.
FONTE: LA STAMPA






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