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IL BOOM DEL TECH ITALIANO E LA CRESCITA DEI NOVE UNICORNI

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  • Apr 14
  • 3 min read

Updated: Apr 15

Forte crescita del settore tecnologico italiano, con in evidenza il ruolo centrale delle aziende software più innovative e, in particolare, dei cosiddetti unicorni, cioè le startup o imprese tecnologiche con una valutazione superiore a 1 miliardo di euro. L’occasione è stata la presentazione, a Milano, della terza edizione dell’Italian Tech Landscape, il principale rapporto dedicato al comparto tecnologico nazionale, nato per censire, classificare e valorizzare le eccellenze software italiane e renderle più visibili e competitive anche a livello internazionale.

Dal report emerge un quadro molto positivo. Il comparto delle soluzioni tech made in Italy ha raggiunto 15,2 miliardi di euro di ricavi complessivi, con una media di 9,2 milioni di euro per ciascuna soluzione censita. La realtà più redditizia arriva a generare 2,7 miliardi di euro, mentre ogni lavoratore del settore produce in media 215 mila euro. L’impatto complessivo sul Prodotto interno lordo nazionale è significativo e si attesta allo 0,78% del PIL, segno che il peso dell’innovazione tecnologica nell’economia italiana sta diventando sempre più rilevante.

Il report evidenzia anche quali siano i comparti più remunerativi. Al primo posto si colloca l’intelligenza artificiale, con 4 miliardi di euro, confermandosi il settore a maggiore valore economico. Seguono il comparto gestionale, con 3,1 miliardi, e quello delle risorse umane, con 1,3 miliardi. Lo stesso valore di 1,3 miliardi si registra anche per l’InsuranceTech. Dietro si trovano i servizi con 1 miliardo, il Martech con 937 milioni, il DeepTech con 756 milioni, l’ERP con 462 milioni, la trasformazione digitale con 343 milioni, il Fintech con 300 milioni e la robotica con 297 milioni. Da questi dati emerge chiaramente come l’IA rappresenti oggi il segmento economicamente più forte e promettente del panorama tech italiano.

Anche dal punto di vista territoriale il settore presenta una forte concentrazione. La Lombardia guida nettamente la classifica regionale con 7,3 miliardi di euro, confermandosi il principale polo tecnologico del Paese. Questo dato evidenzia il ruolo dominante di Milano e del suo ecosistema imprenditoriale e finanziario, capace di attrarre aziende innovative, investitori e talenti.

Uno degli aspetti più significativi messi in luce dallo studio è la crescita del numero delle soluzioni tech censite. In appena un anno si è passati da 456 a oltre 1.000 soluzioni, distribuite in più di venti categorie. Si tratta quindi di un’espansione molto rapida, che testimonia il dinamismo del mercato italiano e l’emergere di nuovi segmenti ad alto valore aggiunto. Tra questi, assumono particolare rilievo gli unicorni, che rappresentano l’élite del settore per capacità di crescita, valutazione di mercato e potenziale di sviluppo.

Secondo il rapporto, in Italia gli unicorni sono oggi nove. Nel complesso valgono 28,8 miliardi di euro, incidono per lo 0,28% sul PIL nazionale e generano 5,67 miliardi di euro di ricavi, con una media di circa 630 milioni per azienda. Le imprese individuate sono: Bending Spoons, che con una valutazione di 11 miliardi di euro rappresenta il principale unicorno italiano; Technoprobe, con 7,9 miliardi; Reply, con 2,4 miliardi; Domyn, con 1,7 miliardi; Satispay, con 1,6 miliardi; Namirial, con 1,1 miliardi; Scalapay, anch’essa con 1,1 miliardi; Facile.it, con 1 miliardo; e Prima, anch’essa con 1 miliardo.

Tra queste aziende, le prime tre per valutazione sono dunque Bending Spoons, Technoprobe e Reply. Bending Spoons si distingue non solo per il valore molto elevato, ma anche per il suo peso simbolico all’interno dell’ecosistema tech italiano. Technoprobe conferma la solidità di un comparto ad alto contenuto tecnologico e industriale, mentre Reply si segnala per un modello imprenditoriale già molto strutturato, capace di coniugare valutazione elevata e ricavi particolarmente consistenti.


FONTE: ITALIAOGGI



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