COSTO DELLA VITA: MILANO LA CITTÀ PIÙ CARA, NAPOLI LA PIÙ CONVENIENTE
Milano si conferma la città più costosa d’Italia tra quelle analizzate dal Codacons, mentre Napoli occupa l’ultimo posto della graduatoria. Per acquistare lo stesso paniere composto da 33 prodotti e servizi, nel capoluogo lombardo occorrono 692,71 euro, contro 401,91 euro a Napoli, con una differenza di quasi 291 euro, pari al 42%. Seguono Milano nella parte alta della classifica Bolzano, Bologna e Aosta, mentre tra le città meno costose figurano Palermo, Catanzaro e Bari.
L’indagine, costruita sui dati dell’Osservatorio prezzi del Mimit, non misura però il costo complessivo della vita, perché esclude voci importanti come affitti, mutui e bollette. Considerando anche l’abitazione, il divario diventerebbe ancora più evidente: secondo i dati riportati, ad agosto il canone richiesto medio a Milano era di 22,3 euro al metro quadrato, contro 14,7 euro a Napoli. Per un appartamento di 70 metri quadrati la differenza teorica supera quindi 500 euro al mese.
La distanza tra Nord e Sud emerge soprattutto nei servizi. Il pacchetto delle 13 prestazioni considerate costa complessivamente 490,85 euro a Milano e 261,38 euro a Napoli, quasi la metà. Differenze rilevanti riguardano dentisti, parrucchieri, veterinari, ristorazione, cinema e altri servizi utilizzati frequentemente dalle famiglie.
Più contenuto, anche se significativo, il divario sugli alimentari. Firenze registra il paniere più costoso con 203,97 euro, mentre Napoli si ferma a 140,53 euro. Alcuni singoli prodotti mostrano differenze ancora più marcate: il pane fresco arriva a 7,16 euro al chilo a Bolzano, contro 2,46 euro a Napoli, mentre a Firenze il prosciutto crudo raggiunge mediamente 41,21 euro al chilo.
Anche le prestazioni professionali evidenziano forti differenze territoriali. Un’otturazione dal dentista costa mediamente 176,43 euro ad Aosta, contro circa 73 euro a Napoli, mentre una vaccinazione veterinaria passa dai 63,04 euro di Milano ai 29,54 euro di Napoli.
Il confronto arriva inoltre in una fase di nuova accelerazione dell’inflazione: secondo le stime preliminari Istat riportate, ad agosto i prezzi al consumo sono cresciuti del 3,3% su base annua, soprattutto per effetto dell’energia. L’indagine conferma quindi una forte frammentazione territoriale dei prezzi italiani, particolarmente evidente nel settore dei servizi, dove vivere in una città piuttosto che in un’altra può produrre differenze molto consistenti sulla spesa delle famiglie.
FONTE: CORRIERE DELLA SERA






Comments