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FONDO AUTOMOTIVE 2030: STOP AI BONUS AUTO, AIUTI MIRATI ALLA FILIERA E ALLA TRANSIZIONE INDUSTRIALE

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  • Feb 3
  • 1 min read

Tornano le risorse pubbliche per il settore automotive, ma senza il ritorno degli incentivi generalizzati all’acquisto di nuove auto. Il nuovo DPCM del Ministero delle Imprese e del Made in Italy programma circa 1,6 miliardi di euro fino al 2030, ridisegnando le priorità dell’intervento pubblico: rafforzare la filiera industriale e accompagnare la trasformazione tecnologica, più che stimolare le immatricolazioni nel breve periodo.

La quota principale dei fondi è destinata agli investimenti strutturali:

  • 750 milioni agli Accordi per l’innovazione, per ricerca e sviluppo;

  • 450 milioni ai Contratti di sviluppo, per sostenere la capacità produttiva e nuovi progetti industriali;

  • circa 400 milioni a misure di supporto alla domanda, ma con un perimetro selettivo e non orientato all’auto privata.

Gli incentivi alla domanda riguardano infatti veicoli commerciali leggeri, mezzi della categoria L (inclusi quadricicli), retrofit dei veicoli esistenti, ricarica domestica, noleggio sociale a lungo termine, conversione delle auto a benzina in GPL o metano e bonus per ciclomotori e motocicli, anche elettrici. Per la conversione a gas sono stanziati 21 milioni tra 2026 e 2030, puntando a ridurre le emissioni intervenendo sul parco circolante anziché spingere nuove immatricolazioni.

Il messaggio politico è chiaro: niente Ecobonus per le nuove autovetture. La strategia privilegia soluzioni più accessibili e diffuse, capaci di sostenere l’industria e accompagnare la transizione ambientale senza riaprire la stagione dei bonus in concessionaria. Il settore accoglie positivamente l’impostazione, chiedendo però tempi rapidi di attuazione e una platea più ampia, anche per aumentare l’impatto concreto delle misure.


FONTE: IL GIORNALE



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