I PRINCIPALI METODI DI VALUTAZIONE DEI BREVETTI
- Dott. Caglieri Simone

- 1 day ago
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La letteratura individua due principali categorie di tecniche per la valutazione dei brevetti:
Le metodologie qualitative, finalizzate alla classificazione e all’analisi dei brevetti attraverso l’utilizzo di specifici indicatori in funzione del contesto tecnologico, competitivo e strategico.
Le metodologie quantitative, finalizzate ad attribuire a ciascun brevetto un valore economico espresso in termini monetari.
Entrambe le tecniche rivestono pari importanza, ma rispondono a finalità differenti. Le metodologie quantitative risultano particolarmente indicate per la valorizzazione in bilancio o per la determinazione del prezzo in caso di cessione. Le metodologie qualitative, invece, sono più adatte per attività di monitoraggio tecnologico, per la valutazione della solidità giuridica del brevetto e per l’analisi della sua coerenza con la strategia aziendale.
In generale, la valutazione economica di un brevetto presenta tuttavia significative complessità metodologiche, principalmente dovute all’assenza di un mercato ampio e consolidato per la compravendita dei diritti di esclusiva brevettuale. Inoltre, la solidità apparente di un brevetto può essere messa in discussione da azioni di terzi che ne limitino la portata o ne determinino l’annullamento. Alla luce di questi aspetti, possiamo affermare come una valutazione attendibile richieda pertanto un’analisi approfondita e multidisciplinare, che integri competenze giuridiche, tecniche ed economiche.
I principali metodi di stima (quantitativa) del valore di mercato dei brevetti possono essere ricondotti a due macro-categorie:
I metodi empirici si basano sull’osservazione dei prezzi di mercato di beni immateriali sufficientemente simili e quindi comparabili. Il valore del brevetto viene determinato facendo riferimento a transazioni effettivamente avvenute su asset analoghi.
I metodi analitici, invece, poggiano su presupposti teorici più strutturati e vantano una consolidata applicazione nella prassi professionale, in quanto si fondano prevalentemente su un approccio reddituale-finanziario, volto a determinare il valore attuale del brevetto sulla base dei benefici economici futuri attesi oppure dei costi sostenuti per la sua creazione o riproduzione.
Nella pratica professionale, i principali metodi utilizzati — singolarmente o in combinazione tra loro — sono i seguenti:
Metodo dei costi sostenuti o di riproduzione.
Il valore del brevetto è determinato dalla somma analitica dei costi capitalizzati sostenuti per la sua realizzazione oppure dei costi necessari per riprodurlo o sostituirlo.
Tale metodologia si divide, a sua volta, nelle seguenti metodologie:
- Metodo dei costi storici rivalutati.
Il metodo dei costi storici rivalutati consiste nella determinazione analitica degli oneri effettivamente sostenuti in passato per la brevettazione del bene - o per la sua acquisizione - successivamente aggiornati attraverso opportuni coefficienti di rivalutazione.
Le principali voci di costo considerate sono:
> costi di ricerca e sviluppo (R&D).
> costi di deposito, registrazione e mantenimento del brevetto.
> costi di ingegnerizzazione.
> costi di sviluppo della rete di vendita, promozione e pubblicità.
Una volta individuate le spese rilevanti, queste devono essere rivalutate mediante indici idonei (ad esempio indici ufficiali di rivalutazione monetaria Istat), al fine di esprimerle in valori correnti.
Questo metodo consente di evidenziare l’investimento effettivamente sostenuto dall’impresa per ottenere il brevetto. Tuttavia, non stabilisce alcuna correlazione diretta tra il valore così determinato e i benefici economico-finanziari futuri potenzialmente generabili dal titolo.
Il vantaggio di questa metodologia risiede nel fondarsi su dati oggettivi e verificabili; dall’altro lato, invece, sono presenti degli evidenti limiti che si sostanziano nel non prendere in considerazione i benefici futuri del brevetti, intesi come la capacità dello stesso di produrre reddito futuro. In aggiunta, il metodo dei costi storici rivalutati non tiene neanche in considerazione il valore economico effettivo del brevetto nel mercato attuale.
- Metodo dei costi di riproduzione.
Il valore del bene immateriale viene determinato stimando i costi che, allo stato attuale, sarebbero necessari per ricostruirne una copia identica. Il concetto di “copia identica” deve essere particolarmente chiaro, ovvero la ricostruzione del brevetto dovrebbe avvenire impiegando non solo gli stessi materiali, disegni progettuali, competenze professionali, identici standard produttivi, ecc. ma il bene così ottenuto replicherebbe non solo le caratteristiche funzionali dell’originale, ma anche eventuali difetti o criticità intrinseche.
Con specifico riferimento alla valorizzazione di un brevetto secondo il criterio dei costi di riproduzione, l’analisi prende in considerazione tre principali categorie di costo:
1) Costi di invenzione: comprendono gli oneri connessi alle attività di ricerca di base e applicata, progettazione, prototipazione e sviluppo di prodotti o processi innovativi.
2) Costi di formalizzazione: includono tutte le spese necessarie, in vista del deposito della domanda di brevetto, per la strutturazione e il trasferimento tecnico-formale delle informazioni (redazione della documentazione tecnica, descrizione dell’invenzione, predisposizione delle rivendicazioni, ecc.).
3) Costi procedurali: ricomprendono gli oneri relativi all’assistenza del consulente in proprietà industriale, alle procedure di estensione della tutela giuridica in altri Paesi, alle tasse di mantenimento del brevetto e agli eventuali costi di difesa legale contro azioni illecite o contestazioni promosse da terzi.
- Metodo dei costi di sostituzione.
Il valore del bene immateriale viene determinato attraverso la stima dei costi necessari per sviluppare, alle condizioni economiche attuali, un bene avente utilità equivalente a quella del bene oggetto di valutazione.
L’analisi deve quindi considerare le risorse richieste per realizzare un asset immateriale capace di offrire la medesima funzionalità o di soddisfare lo stesso bisogno economico, pur non essendo necessariamente identico sotto il profilo tecnico.
A differenza del metodo del costo di riproduzione — che mira a ricreare una copia esatta del bene originario — il metodo del costo di sostituzione consente di ipotizzare la realizzazione di un bene migliorato, che incorpori soluzioni tecniche più avanzate, standard produttivi più efficienti o innovazioni successive. L’obiettivo non è replicare il bene nelle sue caratteristiche originarie, bensì sviluppare un’alternativa in grado di garantire un’utilità equivalente (o superiore) con le tecnologie e le conoscenze attualmente disponibili.
Questo approccio risulta generalmente più coerente con la logica economica, poiché tiene conto dell’evoluzione tecnologica e delle condizioni di mercato correnti.
Metodi comparativi
Viene attribuito un valore al brevetto sulla base dei prezzi negoziati in transazioni di brevetti analoghi.
Metodo dell’attualizzazione dei redditi o dei flussi di cassa
Il valore del brevetto è pari alla somma dei redditi o dei flussi di cassa futuri attesi dal suo sfruttamento, attualizzati al momento della valutazione (ad esempio royalties, margini su vendite, incremento di fatturato).
Metodo dell’attualizzazione delle royalties presunte (relief from royalty)
Il valore è determinato stimando le royalties che l’impresa dovrebbe corrispondere a terzi se non fosse proprietaria del brevetto, e attualizzando tali importi.
Metodo dei redditi o flussi differenziali (incrementali)
Si basa sulla quantificazione dei benefici economici aggiuntivi generati dal brevetto rispetto a una situazione priva di tutela brevettuale. Il reddito incrementale è calcolato come differenza tra ricavi e costi attribuibili al brevetto, con esclusione delle componenti non pertinenti, e successivamente attualizzato.
Metodi del differenziale di prezzo e di costo.
In questo caso la valutazione del brevetto è legata al maggior prezzo che è possibile richiedere sul mercato a seguito della presenza del brevetto o, dall’altro lato, dal risparmio dei costi.
Metodo dell’attualizzazione delle perdite da cessione
Parte dal presupposto che la perdita della disponibilità del brevetto comporterebbe una riduzione dei ricavi (lucro cessante). Il valore è quindi stimato attualizzando tali perdite potenziali.
Metodo del patrimonio differenziale (indicatori di mercato)
Utilizza indicatori finanziari quali il Q di Tobin, che confronta il valore di mercato delle attività di una società con il loro valore di sostituzione. Un indice superiore a 1 può riflettere la presenza di asset immateriali non contabilizzati, tra cui i brevetti. In via complementare, si utilizza il rapporto Price/Book Value, che mette in relazione il prezzo di mercato di una società quotata con il suo patrimonio netto contabile, evidenziando eventuali plusvalori attribuibili anche ai brevetti.
Metodo delle opzioni reali
Applicato in presenza di investimenti caratterizzati da elevata incertezza e flessibilità gestionale, consente di valutare il brevetto come un’opzione strategica.
La scelta del metodo di valutazione dipende da diversi fattori: la tipologia del brevetto, le finalità della stima, il contesto in cui essa viene effettuata e la disponibilità di informazioni attendibili sul brevetto e sul mercato di riferimento.
In linea teorica, i diversi metodi dovrebbero condurre a risultati tra loro coerenti. Nella prassi, tuttavia, il metodo delle royalties presunte e quello del costo di riproduzione tendono generalmente a fornire valori più contenuti rispetto ai metodi basati sui redditi differenziali o sulle comparazioni di mercato.
Dott. Caglieri Simone






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