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ITALIA FUORI DAI MONDIALI: UN DANNO ECONOMICO OLTRE CHE SPORTIVO

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  • Apr 1
  • 1 min read

La terza mancata qualificazione consecutiva ai Mondiali rappresenta molto più di una delusione sportiva per il calcio italiano. È un duro colpo economico per l’intero sistema, aggravato dal fatto che il torneo si svolgerà negli Stati Uniti, il mercato più ricco e strategico per visibilità e ricavi.

Per la FIGC il conto è già significativo: tra sponsor, premi e merchandising, la perdita diretta supera i 50 milioni di euro. Una stima prudenziale, che non include i potenziali guadagni legati a un eventuale avanzamento nella competizione.

Uno dei principali impatti riguarda gli accordi commerciali. I contratti di sponsorizzazione sono spesso legati alla partecipazione ai grandi tornei internazionali e prevedono penali in caso di assenza. È il caso dell’intesa con Adidas, che comporta un malus di circa 9,5 milioni di euro. A ciò si aggiungono minori entrate da merchandising, stimate in circa 10 milioni, e il rallentamento di nuove opportunità commerciali.

Un’altra voce rilevante è quella dei premi Fifa. La FIFA garantisce a ogni squadra qualificata un bonus minimo di circa 9 milioni di euro, oltre a premi crescenti fino a 45 milioni per la vittoria finale. Risorse che, in questo caso, vengono completamente meno.

Le conseguenze si estendono anche al settore media. In Italia, i diritti televisivi sono detenuti da DAZN e Rai, che avevano investito cifre importanti puntando sull’appeal della Nazionale. Senza l’Italia, il rischio è un calo degli ascolti, con effetti diretti sui ricavi pubblicitari e sull’intero indotto mediatico.

L’impatto, infine, è sistemico. L’assenza della Nazionale indebolisce l’attrattività complessiva del calcio italiano, già in difficoltà nel confronto con altri campionati europei sul fronte dei diritti televisivi e degli investimenti internazionali.


FONTE: LA STAMPA



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