LA VALUTAZIONE DEI BREVETTI: METODI DEL PREMIUM PRICE E DEL COST SALVING
- Dott. Caglieri Simone

- Mar 17
- 2 min read
L’utilizzo di specifici beni di proprietà intellettuale può consentire all’impresa di applicare condizioni di vendita più favorevoli per periodi di tempo anche prolungati. I consumatori, infatti, sono spesso disposti a pagare un prezzo più elevato per acquistare prodotti, materiali o articoli dotati di caratteristiche superiori, che ne rendono più efficiente o vantaggioso l’utilizzo.
In questo contesto si parla di premium price, ossia del sovrapprezzo che il mercato è disposto a riconoscere grazie alla presenza del bene intellettuale. Il valore dell’intangibile può quindi essere stimato attualizzando il margine differenziale generato da tale sovrapprezzo.
Il margine netto differenziale corrisponde all’incremento dei ricavi ottenuto grazie alla presenza del brevetto.
Tra i vantaggi di questo approccio vi è il fatto che consente di collegare direttamente il valore del brevetto alle strategie di mercato dell’impresa, attribuendo all’intangibile un valore coerente con il beneficio economico effettivamente generato per l’azienda. Inoltre, il metodo permette di effettuare una stima relativamente semplice e rapida del valore dell’asset immateriale.
Tra gli svantaggi, invece, vi è la difficoltà di determinare in modo oggettivo alcuni dei parametri necessari per l’analisi, in particolare il livello effettivo del sovrapprezzo applicabile sul mercato. L’incertezza delle stime viene in parte compensata attraverso l’applicazione di un tasso di sconto: nei progetti caratterizzati da maggiore rischio o incertezza il tasso viene infatti aumentato. Tuttavia, anche questo correttivo rimane basato su valutazioni stimate e quindi non elimina completamente il grado di approssimazione dell’analisi.
Un metodo concettualmente analogo a quello del premium price è quello basato sul risparmio di costi. In questo caso il vantaggio economico derivante dal possesso del brevetto non si manifesta attraverso un aumento del prezzo di vendita, bensì attraverso una riduzione dei costi sostenuti dall’impresa rispetto ai concorrenti per produrre o commercializzare un bene equivalente.
Il brevetto può infatti consentire all’azienda di realizzare il prodotto con una struttura di costo più efficiente. Ciò può derivare, ad esempio, da una diminuzione dei costi diretti di produzione — quali materie prime, manodopera o utilizzo delle macchine — oppure dalla possibilità di stipulare condizioni di fornitura più favorevoli grazie al vantaggio competitivo ottenuto con l’introduzione anticipata della tecnologia sul mercato.
La riduzione dei costi rappresenta quindi un beneficio economico per l’impresa e, qualora tale vantaggio sia direttamente riconducibile al possesso del brevetto, esso deve essere attribuito all’asset immateriale nella fase di valutazione.
Anche in questo caso la stima deve essere effettuata su un orizzonte temporale pluriennale, considerando i benefici derivanti dalla diversa struttura dei costi per tutto il periodo in cui si ritiene che il brevetto consenta all’impresa di mantenere tale vantaggio competitivo. I risparmi di costo stimati vengono quindi proiettati nel tempo e successivamente attualizzati.
Tra i vantaggi di questo approccio vi è il fatto che il beneficio economico risulta direttamente collegato al brevetto, poiché la valutazione si basa sui vantaggi di costo generati dall’utilizzo della tecnologia protetta.
Tra gli svantaggi, invece, vi è la difficoltà di stabilire con precisione per quanto tempo l’impresa potrà effettivamente beneficiare di tali risparmi. Inoltre, la valutazione richiede spesso l’analisi di dati che non sempre risultano facilmente osservabili o pienamente oggettivi.
Dott. Caglieri Simone






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