PRIVACY SUL LAVORO: STOP ALLA RACCOLTA ILLECITA DI DATI DEI DIPENDENTI
Con un provvedimento del 24 febbraio, il Garante per la protezione dei dati personali ha chiarito un principio fondamentale in materia di tutela dei lavoratori: le aziende non possono raccogliere e conservare informazioni personali non pertinenti rispetto alla valutazione professionale dei dipendenti.
In particolare, è stata ritenuta illegittima la raccolta di dati relativi a patologie, attività sindacali, vita privata e familiare, in assenza di un collegamento diretto con le esigenze lavorative. Si tratta di informazioni altamente sensibili, la cui gestione è soggetta a rigorosi limiti normativi.
Il provvedimento trae origine da un’attività ispettiva avviata nei confronti di Amazon Italia Logistica Srl, a seguito della diffusione di notizie sul trattamento dei dati personali dei lavoratori in alcuni magazzini. L’indagine ha riguardato in particolare l’utilizzo di strumenti digitali per la gestione del personale e sistemi di videosorveglianza.
L’intervento dell’Autorità ribadisce che anche nell’ambito dei processi aziendali più avanzati, basati su tecnologie digitali, deve essere sempre rispettato il principio di proporzionalità e pertinenza nel trattamento dei dati personali.
La decisione rappresenta un richiamo importante per le imprese: l’innovazione nei sistemi di controllo e gestione del lavoro non può tradursi in forme invasive di monitoraggio, né giustificare la creazione di archivi informativi non strettamente necessari. Al centro resta la tutela della dignità e della riservatezza dei lavoratori.
FONTE: IL SOLE 24 ORE






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