SMART WORKING E INFORTUNI DOMESTICI: UNA FRONTIERA GIURIDICA DELICATA
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- 5 days ago
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La decisione del Tribunale di Padova, che ha riconosciuto come infortunio sul lavoro la caduta domestica di una dipendente in smart working, apre una questione che va oltre il singolo episodio. Il caso, sostenuto dal sindacato Fgu Gilda Unams e concluso con il rimborso delle spese mediche, mette in luce le criticità di un modello organizzativo diffusosi in modo massiccio durante la pandemia.
La tutela del lavoratore agile è prevista dalla normativa sul lavoro agile del 2017, ma il nodo riguarda i limiti della responsabilità datoriale. L’abitazione privata non è un luogo di lavoro in senso tecnico: non rispetta, né può realisticamente rispettare, gli standard di sicurezza richiesti per uffici e stabilimenti. Inoltre, l’azienda non ha un potere effettivo di controllo sull’ambiente domestico, né può procedere a verifiche senza il consenso del lavoratore, limitandosi nella pratica a fornire informative e a raccogliere autodichiarazioni.
Attribuire automaticamente al datore di lavoro la responsabilità per una caduta avvenuta in casa rischia quindi di trasformare l’obbligo di protezione in una forma di responsabilità oggettiva potenzialmente illimitata. È su questo equilibrio – tra tutela del lavoratore e limiti del potere organizzativo e di controllo dell’impresa – che si gioca ora una partita giuridica destinata a incidere in modo significativo sul futuro dello smart working.
FONTE: IL GIORNALE






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