TRASPARENZA SALARIALE: SOLO UN’IMPRESA SU TRE È GIÀ IN FASE OPERATIVA
Solo un’impresa italiana su tre si trova in una fase operativa o avanzata nell’adeguamento ai nuovi obblighi sulla trasparenza salariale previsti dal D.Lgs. 96/2026. È quanto emerge da un sondaggio condotto a settembre dall’Associazione italiana per la direzione del personale, su un campione di 434 aziende di diverse dimensioni.
Il livello di conoscenza della normativa risulta comunque elevato: oltre il 90% delle imprese dichiara di conoscere scadenze e contenuti della nuova disciplina, mentre il 60% segnala una maggiore preparazione dei responsabili delle risorse umane.
Tra le principali novità figura l’obbligo, durante la selezione del personale, di rendere nota la retribuzione iniziale o la fascia salariale prevista per la posizione, rafforzando così la trasparenza già nella fase precedente all’assunzione.
Inoltre, dal 7 giugno 2026, i lavoratori possono richiedere al proprio datore di lavoro informazioni sui livelli retributivi medi, distinti per sesso, relativi alle categorie di dipendenti che svolgono lo stesso lavoro o un lavoro di pari valore. L’obiettivo della normativa è aumentare la trasparenza e contrastare le disparità retributive di genere.
FONTE: IL SOLE 24 ORE






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