AMMINISTRATORE DI FATTO: SERVONO INDICI CONCRETI DI GESTIONE
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Con la sentenza n. 10984, la Corte di cassazione penale ha chiarito i criteri per attribuire la qualifica di amministratore di fatto, ribadendo la necessità di verificare elementi concreti di esercizio del potere gestionale.
Secondo i giudici, non è sufficiente una posizione formale o indiretta: occorre individuare sintomi dell’inserimento organico nella società con funzioni direttive. Tali indici devono dimostrare l’esercizio effettivo di poteri gestionali in modo non episodico né occasionale.
Un aspetto rilevante riguarda le società non più operative. In questi casi, la verifica non può riferirsi all’attività produttiva o commerciale (ormai inesistente), ma deve concentrarsi sulla gestione del patrimonio sociale. Anche singoli atti possono essere sufficienti a dimostrare il ruolo, purché per natura e tempistica evidenzino un potere stabile e significativo.
La Corte ha inoltre precisato che la qualifica di amministratore di una società capogruppo non comporta automaticamente quella di amministratore di fatto delle società controllate. Tale estensione si verifica solo quando i poteri di direzione e coordinamento si traducono concretamente in atti di gestione delle controllate.
La pronuncia rafforza quindi un principio chiave: la responsabilità come amministratore di fatto si fonda su comportamenti concreti e continuativi, non su semplici collegamenti societari o posizioni formali.
FONTE: IL SOLE 24 ORE






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